Sermone del Venerdì

“OBIETTIVI E FINI SPIRITUALI DEL PELLEGRINAGGIO”

بسم الله الرحمن الرحيم

الحمد لله رب العلمين والصلاة والسلام على رسل الله أجمعين

Fratelli e Sorelle, dice Allah Sublime ed Eccelso:

إِنَّ أَوَّلَ بَيۡتٖ وُضِعَ لِلنَّاسِ لَلَّذِي بِبَكَّةَ مُبَارَكٗا وَهُدٗى لِّلۡعَٰلَمِينَ فِيهِ ءَايَٰتُۢ بَيِّنَٰتٞ مَّقَامُ إِبۡرَٰهِيمَۖ وَمَن دَخَلَهُۥ كَانَ ءَامِنٗاۗ وَلِلَّهِ عَلَى ٱلنَّاسِ حِجُّ ٱلۡبَيۡتِ مَنِ ٱسۡتَطَاعَ إِلَيۡهِ سَبِيلٗاۚ وَمَن كَفَرَ فَإِنَّ ٱللَّهَ غَنِيٌّ عَنِ ٱلۡعَٰلَمِينَ

“Per vero, la prima Casa che è stata eretta per gli uomini è certamente quella di Bakka, benedetta, guida per i mondi. In essa vi sono i segni evidenti come il luogo in cui ristette Abramo: chi vi entra è al sicuro. Spetta agli uomini che ne hanno la possibilità [di mettersi] per via, per Allah, il Pellegrinaggio alla Casa. Quanto a chi nega, sappia che Allah fa a meno dei mondi” (Al ‘Imran, 96-97).

Il pellegrino non deve cercare ostentazione, orgoglio o reputazione per sentirsi dire dagli altri che ha compiuto il Pellegrinaggio e per vantarsene. Il pellegrino deve liberarsi da tutte queste intenzioni ed evitarle, perché chiunque compia il Pellegrinaggio con tali intenzioni e scopi, il suo Hajj è rifiutato e inaccettabile.

Allah, gloria a Lui l’Altissimo, ci ha ordinato di compiere il Pellegrinaggio per degli obiettivi: il primo è quello di raggiungere l’adorazione sincera di Allah come Suoi servi. Dobbiamo, dunque, restare umili e abbandonare la vanità e l’orgoglio. Dal momento in cui entriamo nello stato di ihram, la nostra intenzione deve essere più che sincera e dobbiamo concentrarci sull’obbedienza cieca ad Allah Sublime ed Eccelso. A tal riguardo, è importante ripetere la famosa talbiya: labbayka Allahumma labbayk, eccomi a Te, o Allah, eccomi a Te, che ci protegge da ogni forma di miscredenza e associazionismo.

Il Profeta, pace e benedizioni su di lui, ha affermato che la miglior invocazione durante il Pellegrinaggio è “la ilaha illa Allah wahdahu la sharika lahu, lahu lmulk wa lahu alhmad wa huwa ala kulli shayn qadir”, Non c’è divinità eccetto Allah, Unico, senza alcun associato, a Lui il regno e a Lui la lode, ed Egli è sopra ogni cosa Onnipotente.

Inoltre, Allah ha detto nel Corano, a proposito della costruzione della Ka’ba e dell’Istituzione del Pellegrinaggio come pilastro dell’Islam:

إِنَّ أَوَّلَ بَيۡتٖ وُضِعَ لِلنَّاسِ لَلَّذِي بِبَكَّةَ مُبَارَكٗا وَهُدٗى لِّلۡعَٰلَمِينَ فِيهِ ءَايَٰتُۢ بَيِّنَٰتٞ مَّقَامُ إِبۡرَٰهِيمَۖ وَمَن دَخَلَهُۥ كَانَ ءَامِنٗاۗ وَلِلَّهِ عَلَى ٱلنَّاسِ حِجُّ ٱلۡبَيۡتِ مَنِ ٱسۡتَطَاعَ إِلَيۡهِ سَبِيلٗاۚ وَمَن كَفَرَ فَإِنَّ ٱللَّهَ غَنِيٌّ عَنِ ٱلۡعَٰلَمِينَ“

Per vero, la prima Casa che è stata eretta per gli uomini è certamente quella di Bakka, benedetta, guida per i mondi. In essa vi sono i segni evidenti come il luogo in cui ristette Abramo: chi vi entra è al sicuro. Spetta agli uomini che ne hanno la possibilità [di mettersi] per via, per Allah, il Pellegrinaggio alla Casa. Quanto a chi nega, sappia che Allah fa a meno dei mondi” (Al ‘Imran, 96-97).

وأخرج البخاري ومسلم عن أَبَي ذَرٍّ -رَضِيَ اللَّهُ عَنْهُ-، قَالَ: “قُلْتُ يَا رَسُولَ اللَّهِ، أَيُّ مَسْجِدٍ وُضِعَ فِي الأَرْضِ أَوَّلَ؟ قَالَ: المَسْجِدُ الحَرَامُ قَالَ: قُلْتُ: ثُمَّ أَيٌّ؟ قَالَ المَسْجِدُ الأَقْصَى قُلْتُ: كَمْ كَانَ بَيْنَهُمَا؟ قَالَ: أَرْبَعُونَ سَنَةً، ثُمَّ أَيْنَمَا أَدْرَكَتْكَ الصَّلاَةُ بَعْدُ فَصَلِّهْ، فَإِنَّ الفَضْلَ فِيهِ”

Al-Bukhari e Muslim hanno trasmesso sull’autorità di Abu Dharr, Allah ne sia soddisfatto, il quale disse: “Chiesi: ‘O Inviato di Allah, quale moschea fu edificata per prima sulla terra?’. Rispose: ‘La Sacra Moschea’. Chiesi: ‘E poi quale?’ Rispose: ‘La Moschea di al-Aqsà’. Chiesi: ‘Quanto tempo intercorse tra le due?’ Rispose: ‘Quaranta anni. Poi, ovunque giunga l’ora della preghiera dopo quel momento, pregate lì, perché in essa risiede la virtù’”.

È importante ricordare la storia di ogni profeta, la storia di Ibrahim pace su di lui, la corsa di Hajar e di Ismail, pace su di loro, la storia dell’acqua di Zamzam e del sacrificio rituale. Così come hanno fatto i nostri Profeti, anche i pellegrini replicano i loro gesti di ubbidienza e di sottomissione ad Allah Sublime ed Eccelso.

Dice Allah l’Altissimo:

رَّبَّنَآ إِنِّيٓ أَسۡكَنتُ مِن ذُرِّيَّتِي بِوَادٍ غَيۡرِ ذِي زَرۡعٍ عِندَ بَيۡتِكَ ٱلۡمُحَرَّمِ رَبَّنَا لِيُقِيمُواْ ٱلصَّلَوٰةَ فَٱجۡعَلۡ أَفۡـِٔدَةٗ مِّنَ ٱلنَّاسِ تَهۡوِيٓ إِلَيۡهِمۡ وَٱرۡزُقۡهُم مِّنَ ٱلثَّمَرَٰتِ لَعَلَّهُمۡ يَشۡكُرُونَ

“O Signor nostro, per vero io ho stabilito una parte della mia progenie in una valle sterile, presso la Tua Sacra Casa, affinché, o Signor nostro, compiano la preghiera. Fai che i cuori di una parte dell’umanità tendano a loro; concedi loro i frutti. Forse Ti saranno riconoscenti” (Ibrahim, 37).

Ricordiamo anche la situazione di Muhammad, pace e benedizioni su di lui, il Sigillo dei Profeti, quando lui e i suoi compagni pregavano nei pressi della Ka’ba e associatori e miscredenti tiravano loro addosso resti di carcasse del cammello. Ciononostante, con la virtù della pazienza, Allah ha concesso la vittoria ai musulmani sui miscredenti.

Non va dimenticato il viaggio miracoloso dell’Isra’ e del Mi’raj dalla Mecca ad al-Aqsà. Tutti questi sono grandi successi nella storia dell’Islam che devono rafforzare la fede del pellegrino. Tutti questi sono tra gli scopi dell’Hajj, che il pellegrino dovrebbe ricordare e su cui dovrebbe riflettere, per comprendere che esso ha una lunga storia ed è indissolubilmente legato ai migliori popoli e ai maestri dell’umanità: i Profeti, i veritieri, i Compagni, i Successori e coloro che li hanno seguiti nella rettitudine fino al Giorno del Giudizio.

Dunque, è importante che il pellegrino abbia cura di questi luoghi e li rispetti durante il suo soggiorno. È proibita la caccia, l’aggressione al prossimo e l’appropriazione indebita. Tutto si deve svolgere in completa sicurezza.

Ha detto Allah l’Altissimo:

ذَٰلِكَۖ وَمَن يُعَظِّمۡ شَعَٰٓئِرَ ٱللَّهِ فَإِنَّهَا مِن تَقۡوَى ٱلۡقُلُوبِ

“Questo è quanto [vi è stato prescritto], chionora i sacri riti di Allah, per vero gli scaturisce dal timore dei cuori” (al-Hajj, 32).

Rispettare i luoghi santi è un modo per guadagnare la visione del volto di Allah. Così come la pazienza nei confronti degli altri pellegrini ha l’intento di riportare all’umiltà di fronte ad Allah e al rispetto dell’autentico monoteismo, senza alcun orgoglio né ipocrisia.

Ha detto Allah l’Altissimo:

ٱلۡحَجُّ أَشۡهُرٞ مَّعۡلُومَٰتٞۚ فَمَن فَرَضَ فِيهِنَّ ٱلۡحَجَّ فَلَا رَفَثَ وَلَا فُسُوقَ وَلَا جِدَالَ فِي ٱلۡحَجِّۗ وَمَا تَفۡعَلُواْ مِنۡ خَيۡرٖ يَعۡلَمۡهُ ٱللَّهُۗ وَتَزَوَّدُواْ فَإِنَّ خَيۡرَ ٱلزَّادِ ٱلتَّقۡوَىٰۖ وَٱتَّقُونِ يَٰٓأُوْلِي ٱلۡأَلۡبَٰبِ

“Il Pellegrinaggio avviene nei mesi ben noti. Chi decide di assolverlo, si astenga dai rapporti sessuali, dalla perversità e dai litigi durante il Pellegrinaggio. Allah conosce il bene che fate.

Fate provviste, ma in verità la provvista migliore è il timore di Allah, e siate Miei timoreti, voi che siete provvisti di intelletto” (al-Baqara, 197).

Uno degli scopi più importanti del Pellegrinaggio è che rappresenta un periodo di grande obbedienza e adorazione, che accresce la fede, rafforza il legame tra il fedele e il suo Signore e lo connette intimamente a Lui. Questo perché la fede aumenta con gli atti di obbedienza e diminuisce con i peccati e le cattive azioni, e il Pellegrinaggio è il periodo migliore per intensificare gli atti di obbedienza e compiere buone azioni. A tal proposito, è sufficiente ricordare che la preghiera nella Sacra Moschea e nella Moschea del Profeta è ineguagliabile per virtù e per ricompensa. Il Profeta, che Dio lo benedica e gli conceda la pace, disse:

“صَلاَةٌ فِي مَسْجِدِي هَذَا خَيْرٌ مِنْ أَلْفِ صَلاَةٍ فِيمَا سِوَاهُ، إِلَّا المَسْجِدَ الحَرَامَ “

“Una preghiera in questa mia moschea è migliore di mille preghiere altrove, eccetto che nella Sacra Moschea”. Lo hanno trasmesso al-Bukhari e Muslim.

Alla fine del pellegrinaggio, il pellegrino che ha compiuto il “Hajj al-mabrur”, il Pellegrinaggio bene accetto da Allah, come ha ordinato il nostro amato Profeta, pace e benedizioni su di lui, torna a casa puro e con tutti i suoi peccati cancellati, come nel giorno della sua nascita. Egli ha anche un sentimento vero di fratellanza con tutti i musulmani e l’umanità intera.

Testo a cura di Gabriele Tecchiato

Centro Islamico Culturale d’Italia – Grande Moschea di Roma

Venerdì 15 maggio 2026

——————————————————————————————————–

“LE VIRTÙ DEL MESE DI SHAʻBAN”

بسم الله الرحمن الرحيم

الحمد لله رب العلمين والصلاة و السلام على رسل الله أجمعين

Nel nome di Allah Clemente e Misericordioso, iniziamo la nostra khutba con l’auspicio che Allah ci conceda la facoltà di apprendere e praticare i Suoi insegnamenti, insieme con gli insegnamenti del Profeta, pace e benedizioni su di lui.

Fratelli e Sorelle nell’Islam, Allah l’Altissimo ha posto per ogni tempo specifici atti di adorazione per i Suoi servi, atti attraverso cui essi possono avvicinarsi a Lui. Alcuni di questi atti vengono ripetuti quotidianamente, come le cinque preghiere quotidiane; alcuni vengono ripetuti settimanalmente, come il lunedì, il giovedì e il venerdì; e alcuni vengono ripetuti annualmente, come il Ramadan, il Pellegrinaggio e le pratiche di Shaʻban. Allah l’Altissimo ha favorito questi momenti rispetto ad altri moltiplicando le ricompense che provengono dalle buone azioni, rispondendo alle suppliche e concedendo il perdono e il Suo compiacimento, affinché il servo possa impegnarsi nell’obbedienza al suo Signore. Questi momenti virtuosi non sono altro che centri e stazioni che garantiscono al credente una riserva di fede e di pietà. In verità, ogni giorno in questa vita terrena è una benedizione dalla quale il credente può attingere per l’altra Vita, la Vita eterna.

Fratelli e Sorelle nell’Islam, il mese di Shaʻban è uno dei mesi che gode di grande prestigio e rango elevato, eppure le persone spesso lo trascurano, così pure ne trascurano la virtù e il livello, che presso Allah l’Altissimo sono insigni. Shaʻban si trova tra due grandi mesi: il mese di Rajab, che è uno dei mesi sacri, e Ramadan, il cui digiuno è uno dei Pilastri dell’Islam. Il Profeta, pace e benedizioni su di lui, ci ha spiegato un grande evento che si verifica durante questo mese, chiarendone il significato: le azioni dei servi vengono elevate ad Allah l’Altissimo durante questo mese. Usama ibn Zayd, che Allah sia soddisfatto di lui, narrò: “Dissi: ‘O Inviato di Allah, non ti ho mai visto digiunare in nessun mese quanto digiuni in Shaʻban’. Egli rispose: ‘Questo è un mese che le persone trascurano, tra Rajab e Ramadan. È un mese in cui le azioni vengono elevate al Signore dei Mondi, e io desidero che le mie azioni vengano elevate mentre digiuno’”. Lo hanno trasmesso l’Imam Ahmad e al-Nasa’i. Se sappiamo che i cieli si aprono ogni lunedì e giovedì e le azioni dei servi vengono elevate ad Allah l’Altissimo, allora dovremmo anche sapere che le azioni vengono elevate ad Allah l’Altissimo durante tutto il mese di Shaʻban. Questo è il motivo per cui il Profeta, pace e benedizioni su di lui, coglieva questa grande opportunità digiunando frequentemente, al punto da digiunare quasi per tutto il mese di Shaʻban. ʻA’isha, che Allah sia soddisfatto di lei, narrò: “L’Inviato di Allah, pace e benedizioni su di lui, digiunava finché non dicevamo: ‘Non romperà mai il suo digiuno’, e lui rompeva il suo digiuno finché non dicevamo: ‘Non digiunerà mai’. Non ho mai visto l’Inviato di Allah, pace e benedizioni su di lui, completare un mese intero di digiuno, eccetto Ramadan, e non l’ho mai visto digiunare più di quanto abbia fatto in Shaʻban”. Lo ha trasmesso al-Bukhari.

O Allah, concedici buone intenzioni e una sincera determinazione. O Allah, non privarci del bene durante Shaʻban e facci raggiungere Ramadan.

Imam e Khatib: dr. El Refaey El Shahat Abd Rabou Issa

Traduzione dall’arabo: dr. Gabriele Tecchiato

Venerdì 23 gennaio 2026


“AL-ISRA’ WA AL-MI’RAJ: RICORDO DEL VIAGGIO ”

بسم الله الرحمن الرحيم و الصلاة والسلام على رسول الله اجمعين

Nel nome di Dio Clemente e Misericordioso, iniziamo la nostra khutba con l’auspicio che Iddio ci conceda la facoltà di apprendere e praticare i Suoi insegnamenti, insieme con gli insegnamenti del Profeta, pace e benedizioni su di lui.

O voi che credete, dice l’Altissimo: “Gloria a Colui Che di notte trasportò il Suo servo dalla Santa Moschea alla Moschea remota, di cui benedicemmo i dintorni, per mostrargli qualcuno dei Nostri segni. Egli è Colui Che tutto ascolta e tutto osserva” (Cor., al-Isrâ’,1).

Fratelli e Sorelle nell’Islam, per vero il viaggio di al-Isrâ’ wa al-Miʻrâğ è miracolo grandissimo a comprovare l’assoluta onnipotenza divina propria dell’Altissimo Iddio. Egli, gloria a Lui, è il Creatore delle cause e delle eziologie e non v’è meraviglia o prodigio, nella vita terrena degli esseri umani, che sia tale per Dio Sublime ed Eccelso. Dice, gloria a Lui: “Non è altro il Suo ordine, quando vuole una cosa, che dire “Sii”, ed è” (Cor., Yâ Sîn, 83). E certo Iddio ha sostenuto in questo viaggio benedetto il suo Amato e Prescelto, pace e benedizioni su di lui, allorché lo ha fatto ascendere dal mondo terrestre al mondo celeste, facendolo giungere sino al Loto del Termine, così da fargli vedere coi propri occhi i Suoi Segni supremi e i prodigi della Sua sublime onnipotenza. Dice l’Altissimo: “Per la stella quando tramonta. Il vostro compagno non è traviato, non è in errore; e neppure parla d’impulso: non è che una Rivelazione ispirata. Gliel’ha insegnata un fortissimo, di saggezza dotato, che compostamente comparve, all’orizzonte più elevato, poi s’avvicinò scendendo ancora più in basso, fu alla distanza di due archi o meno. Rivelò al Suo servo quello che rivelò. Il cuore non mentì su quel che vide. Vorreste dunque polemizzare su quel che vide? E invero lo vide in un’altra discesa, vicino al Loto del Termine, presso il quale c’è il Giardino di Ma’wa, nel momento in cui il Loto era coperto da quel che lo copriva. Non distolse lo sguardo e non andò oltre. Vide davvero i segni più grandi del suo Signore” (Cor., al-Nağm, 1-18), Iddio Sublime ed Eccelso, riconferma quindi la veridicità della parola dell’Inviato circa il viaggio di al-Isrâ’ wa al-Miʻrâğ e la vanità di quanti lo negano. Dice infatti, gloria a Lui: “Questa è la parola di un Messaggero nobilissimo, potente ed eccellente presso il Signore del Trono, colà obbedito e fedele. Il vostro compagno non è un folle: in verità l’ha visto sull’orizzonte luminoso” (Cor., al-Takwîr, 19-23).

Fratelli e Sorelle nell’Islam, il viaggio di al-Isrâ’ wa al-Miʻrâğ è stato un tributo divino al nostro Profeta e un sollievo per lui dalla sua esposizione a molte difficoltà e tribolazioni. Fu un dono di Dio, Gloria a Lui, per rimuovere l’angoscia dal Suo Inviato, per stabilizzare il suo cuore e rassicurarne l’animo, come dice l’Onnipotente: In verità, con la difficoltà v’è una facilità. In esso, il Profeta ha appreso verità, arcani e misteri universali alla presenza del Creatore, Gloria a Lui. Quando poi, al mattino, raccontò alla sua gente quanto gli era accaduto, nessuno gli prestò fede, ma vinse attraverso il ritenere il racconto veritiero Abu Bakr, se ne compiaccia Iddio, che fu per questo chiamato al-Siddiq, il veridico, per la sua fede e la sua ferma convinzione nella veridicità di al-Isrâ’ wa al-Miʻrâğ. E così pure i nobili Compagni, i cui cuori mise alla prova Iddio con la pietà e il timor di Dio. Essi pure vinsero attraverso salda fede e solida dottrina.

Imam e Khatib: dr. El Refaey El Shahat Abd Rabou Issa

Traduzione dall’arabo: dr. Gabriele Tecchiato

Venerdì 16 gennaio 2026

.———————————————————–

“LA BENEDIZIONE DELLA RETTA GUIDA”

بسم الله الرحمن الرحيم

الحمد لله رب العالمين والصلاة والسلام على اشرف المرسلين سيدنا محمد وعلى آله وصحبه اجمعين.

Nel nome di Allah Clemente e Misericordioso, iniziamo la nostra khutba con l’auspicio che Allah ci conceda la facoltà di apprendere e praticare i Suoi insegnamenti, insieme con gli insegnamenti del Profeta, pace e benedizioni su di lui.

O voi che credete, dice l’Altissimo: “Di’: ‘Dovremmo forse invocare all’infuori di Allah ciò che non ci giova né ci danneggia, e poi tornare sui nostri passi dopo che Allah ci ha guidati, come chi diavoli hanno trascinato nella confusione sulla terra, mentre ha dei compagni che lo invitano alla retta guida [col dirgli] ‘Vieni da noi’?’. Di’: ‘Per vero, la retta guida di Allah è essa la guida, e ci è stato comandato di affidarci totalmente al Signore dei mondi’” (al-An’am, 71).

Fratelli e Sorelle nell’Islam, apprendiamo da questo nobile versetto che l’unica via per la quiete della mente in questa vita terrena è rivolgersi ad Allah, Che è in grado di donare tranquillità e serenità ai nostri cuori. Senza di Lui, non siamo in grado di affrontare le difficoltà della vita. Nella Sura Al-Fath, leggiamo questa autentica verità: “Egli è Colui Che ha fatto discendere la tranquillità nei cuori dei credenti, affinché accrescessero in fede con la loro fede. E ad Allah appartengono le schiere dei cieli e della terra, e Allah è Onnisciente, Saggio” (al-Fath, 4).

Vediamo ora come il nostro Profeta Muhammad, pace e benedizioni su di lui, insegnò ciò ai suoi Compagni. Nel Sahih di al-Bukhari e nel Sahih di Muslim, si narra che l’Inviato di Allah, pace e benedizioni su di lui, insegnò ad al-Bara’ ibn ‘Azib, Allah ne sia soddisfatto, di dire prima di andare a dormire: “O Allah, mi sono affidato totalmente a Te, ho posto i miei affari sotto la Tua custodia e ho contato su di Te, per desiderio e timore di Te. Non c’è rifugio o via di fuga da Te se non in Te. Ho creduto nel Tuo Libro che hai rivelato e nel Tuo Profeta che hai inviato”. Al-Bukhari e Muslim concordano.

Pertanto, Allah è il nostro vero rifugio e il nostro porto sicuro, ed Egli è l’Unico in Cui possiamo riporre la nostra fiducia.

Fratelli e Sorelle nell’Islam, quando viviamo secondo la volontà di Allah, possiamo affrontare le situazioni più pericolose con fiducia. Allah l’Altissimo dice nella Sura al-Baqara: “E certamente vi metteremo alla prova con il timore, la fame, la perdita dei beni, delle vite e dei frutti. Ma annuncia la buona novella a quei che pazienti sopportano, che, quando sono colpiti dalla sventura, dicono: ‘In verità apparteniamo ad Allah e a Lui stiamo facendo ritorno’. Quelli sono coloro sui quali [saranno] preghiere da parte del loro Signore e misericordia. Quelli, son loro i ben guidati” (al-Baqara, 155-157).

Fratelli e Sorelle nell’Islam, il mio consiglio, a conclusione di questo sermone, è questo: amate Allah con tutto il vostro cuore, come Egli dice: “Accorrete [a rifugiarvi] verso Allah. In verità io sono per voi un chiaro ammonitore da parte Sua” (al-Dhariyat, 50). Invocate Allah sinceramente e con fervore e cercate di accompagnarvi ai pii e ai giusti, che vi guideranno sulla retta via.

La pace sia con voi e la misericordia di Allah e le sue benedizioni.

Imam e Khatib: dr. Mohamed Hafez

Traduzione dall’arabo: dr. Gabriele Tecchiato

Venerdì 19 dicembre 2025


“IL MIGLIORE DEGLI UOMINI

È QUELLO PIÙ BENEFICO AGLI UOMINI”

بسم الله الرحمن الرحيم

الحمد لله رب العلمين و الصلاة و السلام على رسل الله اجمعين

Nel nome di Allah Clemente e Misericordioso, iniziamo la nostra khutba con l’auspicio che Allah ci conceda la facoltà di apprendere e praticare i Suoi insegnamenti, insieme con gli insegnamenti del Profeta, pace e benedizioni su di lui.

O voi che credete, dice l’Altissimo: “E qualunque bene facciate, Allah lo conosce. E fate provviste, ma in verità, la migliore provvista è il timore di Allah. E temeteMi, o voi che avete intelletto” (al-Baqara, 197)

Fratelli e Sorelle nell’Islam, l’Islam ha sempre desiderato seminare amore e affetto verso il prossimo e diffondere i valori della pace e della tolleranza tra l’umanità. Ha comandato misericordia e gentilezza verso genitori, i vicini e i parenti, e compassione e dolcezza verso i deboli, i giovani, gli anziani, donne, i poveri e i bisognosi. Così, ha reso tutti uguali nei diritti e ha stabilito la preferenza per coloro che sono gentili e compassionevoli. Per coloro che sono elevati nella loro morale e nella loro religione, che considerano il dare generosamente agli altri una priorità per i musulmani e che considerano l’egoismo e l’amor proprio caratteristiche degli ipocriti, c’è una grande differenza tra vivere per sé e vivere per gli altri. Vivere per se stessi, come menzionato nel Corano, è una via verso la distruzione, come accadde a Faraone, a Haman e a Qarun. E così ad altri oltre a loro tra i tiranni. Vivere per gli altri era invece un segno distintivo della giustizia del messaggio dei Profeti e degli Inviati. Il loro appello si è rivelato vero, e la verità rimarrà fino al Giorno del Giudizio e finché Allah, Signore dei Mondi, non vorrà diversamente. La più grande delle buone azioni in termini di ricompensa è quella compiuta per soddisfare i bisogni delle persone e alleviare le loro sofferenze. La ricompensa è dello stesso tipo dell’azione. È stato tramandato sull’autorità di ‘Abdallah ibn ‘Umar, che Allah ne sia soddisfatto, che il Profeta, pace e benedizioni su di lui, sulla sua famiglia e sui suoi compagni, ebbe a dire: “Chi aiuta il suo fratello nel bisogno, Allah lo aiuterà nel suo bisogno. E chiunque solleva un musulmano da una difficoltà, Allah lo solleverà da una difficoltà nel Giorno della Resurrezione”. Lo ha trasmesso l’Imam al-Bukhari.

Fratelli e Sorelle nell’Islam, beneficiare le persone e adoperarsi nell’alleviare le loro sofferenze sono tra le caratteristiche dei Profeti e degli Inviati. Ricordiamo, ad esempio, Giuseppe, pace sia su di lui, che, nonostante tutto quel che ebbe a subire dai suoi fratelli, si prese cura di loro pienamente e non li privò di nulla. E Mosè, pace sia su di lui, quando arrivò alle acque di Madian, trovò un gruppo di persone che abbeveravano le loro greggi, e ne trovò altri oltre a loro. Abbeverò le greggi di due donne per loro, e ricordiamo come Allah lodò il Suo Profeta Gesù, pace sia su di lui, quando parlò di sé nel Sacro Corano, dicendo: “E mi ha reso benedetto ovunque io fossi” (Maryam, 31). Gli esegeti dissero: “E mi ha reso benefico ovunque io vada, soddisfacendo i bisogni, insegnando il bene, ordinando ciò che è giusto e proibendo ciò che è sbagliato, benedetto con ogni tipo di benedizione”. Ricordiamo il Profeta Muhammad, che è la più onorevole delle creature, pace e benedizioni su di lui. Egli sempre si sforzava di soddisfare i bisogni delle persone. Khadija, che Allah si compiaccia di lei, disse di lui descrivendolo: “Per vero tu mantieni i legami di parentela, sopporti i pesi dei deboli, provvedi ai bisognosi, sei ospitale con gli ospiti e aiuti chi è nel bisogno”. Lo hanno trasmesso al-Bukhari e Muslim. E così impariamo dalla scuola della profezia a dare, a elargire e a diffondere bontà e amore. A chi si sforza di soddisfare i bisogni viene promessa assistenza e sostegno dalla guida divina. Chiunque contribuisca ad alleviare le difficoltà, a portare il bene, a scongiurare il male, a riconciliare i contendenti o a garantire un diritto a colui per il quale si fa intercessione avrà una parte del bene e della ricompensa di tale intercessione. Al contrario, chiunque contribuisca alla perdita di un diritto o al perpetuarsi dell’ingiustizia avrà una parte del danno. Riguardo alla punizione, Allah l’Altissimo dice: “Chi intercede con una buona intercessione ne avrà parte, e chi intercede con una cattiva intercessione ne avrà parte nel peso” (al-Nisa’, 85).

O Allah, donaci sincerità nelle parole e nelle azioni e rendici tra coloro che fanno il bene e beneficiano gli altri. Amin.

Imam e Khatib: dr. El Refaey El Shahat Abd Rabou Issa

Traduzione dall’arabo: dr. Gabriele Tecchiato

Venerdì 05 dicembre 2025


“CHI RISPONDE ALL’AFFLITTO QUANDO LO INVOCA?”

بسم الله الرحمن الرحيم

الحمد لله رب العلمين و الصلاة و السلام على رسل الله اجمعين

Nel nome di Allah Clemente e Misericordioso, iniziamo la nostra khutba con l’auspicio che Allah ci conceda la facoltà di apprendere e praticare i Suoi insegnamenti, insieme con gli insegnamenti del Profeta, pace e benedizioni su di lui.

O voi che credete, dice l’Altissimo: “Chi risponde all’afflitto quando Lo invoca e rimuove l’afflizione e vi pone quali vicari sulla terra? C’è forse un [altra] divinità [insieme] con Allah? Così poco ricordate?” (al-Naml, 62).

Fratelli e Sorelle nell’Islam, Allah ha creato l’essere umano ed è clemente con lui. Gestisce i suoi affari in questa vita terrena, ed è, a suo proposito, Onnisciente e Onnisapiente. Ha fatto in modo che chiunque si aggrappi a Lui solo sia salvato da un castigo doloroso, e chiunque si allontani dalla Sua via si smarrisca e cada nella trappola di Satana il lapidato. Per la misericordia e la benevolenza di Alla l’Altissimo verso i Suoi servi, Egli non li tratta in questo mondo secondo le loro azioni, altrimenti li avrebbe distrutti. Piuttosto, li tratta secondo il loro bisogno di Lui e la loro dipendenza da Lui. Li ha circondati con la Sua misericordia, li ha abbracciati con la Sua benevolenza e ha concesso loro abbondantemente ciò che Egli ha provveduto. E grazie all’immensa misericordia di Allah l’Altissimo verso i Suoi servi, solo Egli è in grado di rimuovere il male da loro. Dice Allah l’Altissimo: “E se Allah vi tocca con un male, non c’è nessuno che lo rimuova all’infuori di Lui” (al-An’am, 17). Ma Allah l’Altissimo, gloria a Lui, ha rivelato la natura dell’uomo, che viene superata dal suo volgersi ad Allah nei momenti di difficoltà e dalla sua negligenza dopo il sollievo, allontanandosi dal suo Signore. Dice il Signore, gloria a Lui: “E quando salgono su una nave, invocano Dio, tributandoGli sinceramente il culto. Ma quando Egli li riporta sulla terraferma, subito Gli associano altri” (al-‘Ankabut, 65). E dice anche: “E quando il male tocca l’uomo, egli invoca Noi, sia che sia sdraiato su un fianco o seduto o in piedi. Ma quando allontanammo da lui la sua afflizione, continuò come se non Ci avesse mai invocato per un’afflizione che lo aveva colpito”. (Yunus, 12). Disse anche: “E quando un male colpisce gli uomini, invocano il loro Signore, pentendosi. Poi, quando Egli fa loro gustare la Sua misericordia, subito una parte di loro associa altri al loro Signore” (al-Rum 33).

Fratelli e Sorelle nell’Islam, in verità, dolersi con Allah, supplicarlo, mostrare il proprio bisogno di Lui e riconoscere la propria dipendenza da Lui sono tra i più grandi vincoli di fede e i fondamenti del monoteismo, e la prova di ciò è la supplica e la perseveranza nel chiedere, e la fiducia e la certezza in Allah in ogni situazione. Perché c’è forse altra via di fuga che Allah, o altro rifugio che Lui? Tra le suppliche narrate per alleviare le preoccupazioni e l’angoscia c’è ciò che Ahmad Ibn Hanbal ha registrato nel suo Musnad sull’autorità di ‘Abdallah, che riferisce le parole dell’Inviato di Allah, pace e benedizioni su di lui: “Nessuno è mai stato afflitto da preoccupazione o dolore e poi ha detto: ‘O Dio, io sono il Tuo servo, il figlio del Tuo servo, il figlio della Tua serva. Il mio ciuffo è nella Tua mano. Il mio destino è nelle tue mani; il tuo decreto nei miei confronti è inevitabile e il tuo giudizio nei miei confronti è giusto. Ti chiedo per ogni nome che Ti appartiene, con cui hai nominato Te stesso, o che hai insegnato a qualcuno della Tua creazione, o rivelato nel Tuo Libro, o tenuto esclusivamente per Te nella conoscenza dell’invisibile, di fare del Corano la sorgente del mio cuore, la luce del mio petto, il dissipatore della mia tristezza e il disperditore della mia afflizione’ senza che Allah non elimini la sua preoccupazione e il suo dolore e li sostituisca con il sollievo”. Fu detto: “O Inviato di Allah, non dovremmo forse impararlo?”. Egli rispose: “Sì, chiunque lo ascolti dovrebbe impararlo”.

O Allah, cerchiamo rifugio in Te dalle preoccupazioni e dal dolore. O Allah, abbi pietà della nostra debolezza e ripara le nostre storture. Amin.

Imam e Khatib: dr. El Refaey El Shahat Abd Rabou Issa

Traduzione dall’arabo: dr. Gabriele Tecchiato

Venerdì 14 novembre 2025

“IL DIALOGO TRA LA GENTE DEL PARADISO E LA GENTE DEL FUOCO”

بسم الله الرحمن الرحيم

الحمد لله رب العلمين و الصلاة و السلام على رسل الله اجمعين

Nel nome di Allah Clemente e Misericordioso, iniziamo la nostra khutba con l’auspicio che Allah ci conceda la facoltà di apprendere e praticare i Suoi insegnamenti, insieme con gli insegnamenti del Profeta, pace e benedizioni su di lui.

O voi che credete, dice l’Altissimo: “Non si equivalgono la Gente del Fuoco e la Gente del Paradiso. La Gente del Paradiso è quella che ha avuto successo” (al-Hashr, 20) .

Fratelli e Sorelle nell’Islam, chiunque abbia certezza della realtà di questa vita terrena ben comprende come l’amore e l’attaccamento a questa vita terrena controlli le anime, dall’essere assorbiti nel seguirne gli ornamenti, fino al punto che la lealtà di molti uomini si è trasformata in lealtà verso questo mondo effimero, per il quale mostrano fedeltà e inimicizia, per il quale avanzano e procrastinano, e per il quale combattono. Litigano per la vita terrena e per ottenerla. In effetti, il nobile Corano riporta immagini e scene che raffigurano deliberatamente il dialogo tra credenti e miscredenti, in modo che le immagini diventino visibili al lettore, all’ascoltatore e allo spettatore. Per esempio, Allah l’Altissimo dice: “Il Giorno in cui vedrai i credenti e le credenti, la loro luce procedere davanti a loro e alla loro destra, [sarà detto]: ‘La vostra buona novella oggi sono giardini sotto i quali scorrono i fiumi. Vi rimarrete in perpetuo. Questo è il sommo trionfo’. l Giorno in cui gli ipocriti, uomini e donne, diranno a coloro che hanno creduto: ‘Aspettateci affinché possiamo acquisire un po’ della vostra luce’. Sarà detto: ‘Tornate indietro e cercate la luce’. Quindi sarà posto un muro con una porta tra loro. Al suo interno c’è la misericordia, e al suo esterno c’è il castigo. Grideranno loro: ‘Non eravamo forse con voi?’. Diranno: ‘Sì, ma voi tenstaste voi stessi. E avete indugiato, e avete dubitato, e i vostri desideri vi hanno ingannato finché non è giunto il comando di Allah, e l’ingannatore vi ha ingannato riguardo ad Allah’” (Al-Hadid: 12-14).

Ha detto al-Hasan al-Basri, che Allah abbia misericordia di lui: “Non c’è nessuno a cui non sarà data la luce nel Giorno della Resurrezione. Sarà data al credente e all’ipocrita. Allora la luce dell’ipocrita si spegnerà, e il credente temerà che la sua luce si spenga, e tale è la parola dell’Altissimo: ‘Signor nostro, perfeziona per noi la nostra luce’ (al-Tahrim, 😎, poi il quadro diverrà più chiaro quando la Gente del Paradiso chiamerà la Gente del Fuoco, confermando loro che erano nella retta via e che erano nella chiara verità. Dice Allah l’Altissimo: ‘E la Gente del Paradiso chiamerà la Gente del Fuoco: ‘Abbiamo trovato ciò che il nostro Signore ci ha promesso. Avete trovato ciò che il vostro Signore vi ha promesso?’. Risponderanno: ‘Sì’. Poi un annunciatore annuncerà tra loro: ‘La maledizione di Dio sia sui malfattori’ (al-A’raf, 44), e il dialogo continuerà tra la Gente del Paradiso e quella del Fuoco. Dopo alcuni versetti della Sura al-A’raf, questo dialogo si conclude con il desiderio, la supplica e l’implorazione della Gente del Fuoco alla Gente del Paradiso: ‘E la Gente del Fuoco chiamerà la Gente del Paradiso: ‘Versateci dell’acqua o di ciò che Allah vi ha provvisto’ (al-A’raf, 50)”. Questa è la richiesta di aiuto che contiene un’implorazione e una richiesta: “O Gente del Paradiso! O Gente del Paradiso! Versateci dell’acqua!” Poi arriva la risposta che accresce la loro disperazione e la loro angoscia, e vien loro detto: “In verità Allah lo ha proibito per i miscredenti” (al-A’raf, 50). In altre parole, non abbiamo voce in capitolo, perché Allah ne ha fatto proibizione per i disobbedienti e per coloro che Lo negano in questo Giorno.

O Allah, allontanaci dai nostri peccati come hai allontanato il Levante dal Ponente, e ponici tra i pii e i devoti. Amin.

Imam e Khatib: dr. El Refaey El Shahat Abd Rabou Issa

Traduzione dall’arabo: dr. Gabriele Tecchiato

Venerdì 14 novembre 2025

“RUOLO DELL’OSPITALITÀ E SUO GALATEO NELL’ISLAM”

بسم الله الرحمن الرحيم

الحمد لله رب العلمين و الصلاة و السلام على رسل الله اجمعين

Nel nome di Allah Clemente e Misericordioso, iniziamo la nostra khutba con l’auspicio che Allah ci conceda la facoltà di apprendere e praticare i Suoi insegnamenti, insieme con gli insegnamenti del Profeta, pace e benedizioni su di lui.

Fratelli e Sorelle nell’Islam, onorare gli ospiti è una nobile virtù morale, una caratteristica propria della benevolenza e un segno distintivo della buona etichetta islamica. Dimostra una natura generosa, uno spirito tollerante, altruismo, cavalleria, magnanimità e fede nella munificenza e nella ricompensa di Allah l’Altissimo. Onorare gli ospiti è una caratteristica che abbelliva la natura e l’agire dei Profeti e che gli Inviati incoraggiavano.

O voi che credete, ha detto Allah, l’Altissimo: “Vi è giunto il racconto degli ospiti onorati di Abramo? Quando entrarono da lui e dissero: ‘Pace!’. Egli rispose: ‘Pace! Siete gente sconosciuta!’. Poi si rivolse alla sua famiglia, portò un vitello grasso e lo offrì loro. Disse: ‘Non mangiate dunque?’. Allora ebbe paura di loro. Dissero: ‘Non temere!’. E gli diedero la buona novella di un giovinetto sapiente” (al-Dhariyat: 24-28).

Khadija, Allah ne sia soddisfatto, disse riguardo alla morale dell’Inviato di Allah, pace e benedizioni su di lui: “No. Sii lieto, perché per Allah, Allah non ti disonorerà mai. Per Allah, mantieni i legami familiari, ciò che dici è sempre improntato alla veridicità, sopporti i fardelli, provvedi al bisognoso e intrattieni l’ospite”. Il Profeta, che Dio lo benedica e gli conceda la pace, rese obbligatorio onorare l’ospite e lo pose come condizione di fede. Nei due Sahih, sull’autorità di Abu Shurayh al-‘Adawi, è riportato che egli disse: “Le mie orecchie udirono e i miei occhi videro quando il Profeta, pace e benedizioni su di lui, parlò e disse: ‘Chi crede in Allah e nell’Ultimo Giorno, onori il suo prossimo, e chi crede in Allah e nell’Ultimo Giorno, onori il suo ospite con la sua ricompensa’”. E disse: “Qual’è la sua ricompensa, o Inviato di Allah?” Rispose: “Un giorno e una notte. L’ospitalità dura tre giorni, e tutto ciò che va oltre è considerato carità”.

Fratelli e Sorelle nell’Islam, per quanto riguarda il galateo che un ospite dovrebbe rispettare, questo include: entrare con il permesso e andarsene dopo aver terminato il pasto. Tra le regole di buona creanza che un ospite dovrebbe rispettare c’è quella di non rimanere più di tre giorni, come disse il Profeta, pace e benedizioni su di lui, come riportato nei due Sahih: “L’ospitalità dura tre giorni, e tutto ciò che va oltre è considerato carità, e non è lecito rimanere con l’ospitante al punto da causargli disagio”. Tra le regole di galateo che un ospite dovrebbe rispettare ci sono poi il non suggerire un cibo in particolare e, se gli viene data la possibilità di scegliere tra due tipi di cibo, scegliere quello più semplice. Non sminuire il cibo offerto, mangiare senza chiedere spiegazioni e non mangiare troppo. Fa parte anche della buona educazione che gli ospiti dovrebbero rispettare l’opportunità di pregare per coloro che ospitano e che offrono il pasto e chiedere ad Allah l’Altissimo provvidenza in abbondanza e benedizioni per loro.

Allah, dona alle nostre anime la pietà e purificale, perché Tu sei il migliore nel purificarle. Tu sei il loro Custode e Padrone. Amin.

Imam e Khatib: dr. El Refaey El Shahat Abd Rabou Issa

Traduzione dall’arabo: dr. Gabriele Tecchiato

Venerdì 17 ottobre 2025


“IL VALORE DEL RISPETTO DEI PATTI

NELLA VITA DEL MUSULMANO”

بسم الله الرحمن الرحيم

الحمد لله رب العالمين و الصلاة و السلام على رسول الله اجمعين

Nel nome di Dio Clemente e Misericordioso, iniziamo la nostra khutba con l’auspicio che Allah ci conceda la facoltà di apprendere e praticare i Suoi insegnamenti, insieme con gli insegnamenti del Profeta, pace e benedizioni su di lui.

O voi che credete, dice Allah l’Altissimo: “E rispettate il patto di Allah una volta che lo avete stipulato, e non rompete i giuramenti dopo averli confermati, e fate di Allah un garante per voi. In verità, Allah conosce quel che fate” (al-Nahl, 91).

Fratelli e Sorelle nell’Islam, l’Islam desidera diffondere i valori dell’amore e della fratellanza, promuovere le virtù della bontà nei momenti di difficoltà e di prosperità e stabilire giustizia e uguaglianza tra i forti e i deboli. L’Islam pone molta importanza sul fatto che le transazioni devono essere basate su onestà, affidabilità e lealtà, affinché la virtù sia consolidata sia a livello individuale che sociale. Rispettare e mantenere i patti è gli accordi stabiliti è un atto di responsabilità. Questo è sottolineato nel nobile Corano in più di un passaggio. Dice Allah l’Altissimo: “E rispettate il patto. In verità, del patto si renderà conto” (al-Isra’, 34) e: E rispettate il patto di Allah una volta che lo avete stipulato” (al-Nahl, 91). Il comando di essere fedeli e meritevoli di fiducia in ogni questione è giunto con la parola dell’Altissimo: “E rispettate il Mio patto, e Io rispetterò il vostro patto” (al-Baqara, 40); e l’Onnipotente ha detto: “E rispettate il patto di Allah” (al-An’am, 152). Allah l’Altissimo lodò la fedeltà dei Suoi servi credenti che furono fedeli ai loro patti con Dio Onnipotente e con le persone, e che rispettarono i vari doveri religiosi e mondani, e rimasero saldi in questo stato fino a quando incontrarono il loro Signore. Allah l’Altissimo ha detto: “In verità, i credenti avranno successo, coloro che nella loro preghiera sono umili, e coloro che evitano le chiacchiere, e coloro che versano la zakat, e coloro che preservano la loro castità eccetto che con le loro spose e con quel che posseggono le loro destre, e in questo non sono biasimevoli, e chi desidera altro son costoro i trasgressori, e coloro che i loro pegni fiduciari e il loro patto rispettano” (al-Mu’minun, 1-8). Ha detto Allah l’Altissimo: “E coloro che rispettano il loro patto una volta stipulato, e che sono pazienti nella difficoltà e nella ristrettezza e durante la battaglia, questi sono coloro che sono sinceri, e questi sono i timorati” (al-Baqara, 177).

Fratelli e Sorelle nell’Islam, rispettare il proprio patto con Allah l’Altissimo porta grandi benefici. Anche essere fedeli ai propri amici, vicini, conoscenti e al prossimo in generale comporta molti benefici diversi. Tra i più importanti vi sono: chiunque rispetti il proprio patto con Allah, affermando la Sua Unicità e adorandoLo sinceramente, Allah adempirà il Suo patto, concedendogli successo nel compiere atti di obbedienza e di adorazione. Coloro che rispettano il loro patto con Allah sono coloro che hanno comprensione. Sono coloro che hanno consacrato le loro anime e i loro beni ad Allah, ed Egli ha promesso loro il Paradiso. Vi può essere qualcuno che è più fedele al suo patto di quanto lo sia Allah? Allah l’Altissimo sottolinea in molti passi del nobile Corano il Suo amore per coloro che rispettano il loro patto, elogiandoli. Ricordiamo poi che la lealtà è una caratteristica fondamentale nella struttura della società islamica, che comprende tutti i rapporti, poiché tutti i rapporti, le relazioni sociali, le promesse e i patti dipendono dalla lealtà. Se manca la lealtà, manca la fiducia. Se mancano lealtà e fiducia prevale la discordia, che porta al peggioramento della società. Il musulmano, mostrandosi leale in ogni sua circostanza, trova grande felicità interiore quando adempie pienamente ai diritti di Allah l’Altissimo e ai diritti dei suoi fratelli. Non dimentica i diritti della sua famiglia e di se stesso, e dà a ciascuno quel che gli è dovuto.

Allah, rendici retti nella nostra religione, che è la protezione dei nostri affari, e rendici retti nella nostra vita terrena, in cui è il nostro sostentamento,e rendici retti nel nostro cammino verso l’altra Vita, verso cui è il nostro ritorno, e rendi la vita un accrescimento per noi in ogni modo e fa della morte la cessazione di ogni male.

Imam e Khatib dr. El Refaey El Shahat Abd Rabou Issa

Traduzione dall’arabo dr. Gabriele Tecchiato

Venerdì 10 ottobre 2025

————————————————————————

“IL PUDORE TUTTO È BENE”

بسم الله الرحمن الرحيم

الحمد لله رب العلمين و الصلاة و السلام على رسل الله اجمعين

Nel nome di Allah Clemente e Misericordioso, iniziamo la nostra khutba con l’auspicio che Allah ci conceda la facoltà di apprendere e praticare i Suoi insegnamenti, insieme con gli insegnamenti del Profeta, pace e benedizioni su di lui.

O voi che credete, dice l’Altissimo: “O voi che credete, temete Allah come ben merita di essere temuto e non morite altro che da musulmani” (Al ‘Imran, 102).

Fratelli e Sorelle nell’Islam, il pudore è l’apice delle nobili qualità, la fonte della moralità e il luogo della virtù. Chiunque lo possieda, il suo Islam è buono, e chiunque lo possieda, possiede una morale elevata ed evita il peccato per pudore davanti al suo Signore. È una caratteristica sublime che motiva a compiere buone azioni, dissuade dal commettere cattive azioni e tiene lontano dagli atti vergognosi del male e dalle trasgressioni riprovevoli. È prova di una natura nobile e di un’anima pura. Non v’è cosa in cui la presenza del pudore non ne divenga ornamento e non v’è cosa che non sia sfigurata dall’assenza di pudore. L’Islam richiede ed esige ogni nobile qualità. Incoraggia ogni cosa buona e proibisce ogni cosa cattiva. Tra le sue grandi caratteristiche vi è proprio quella di incoraggiare tutto ciò che è bene e riprovare tutto ciò che è male. Ha detto il Profeta, pace e benedizioni su di lui: “La fede è composta da più di sessanta rami . E la modestia è un ramo della fede”. Lo hanno trasmesso al-Bukhari e Muslim. Il credente si contraddistingue per il pudore e per il timor di Allah e il pudore è parte della sua buona creanza. Il Profeta, pace e benedizioni su di lui, passò accanto a un uomo mentre questo stava rimproverando suo fratello per la sua modestia dicendo: “Sei troppo pudico”, come stesse dicendogli che si faceva del male. E disse l’Inviato di Allah, pace e benedizioni su di lui: “Lascialo stare, in vero la modestia fa parte della fede”. Lo ha trasmesso al-Bukhari.

Fratelli e Sorelle nell’Islam, la modestia ha grande valore e pregio eccellente, assomiglia a quella vigilanza su di sé che ogni uomo porta in seno e ne governa i comportamenti, e sollecita a compiere ogni opera buona e ad allontanarsi da ogni opera turpe. Il pudore è il simbolo dell’Islam, un segno distintivo dalle altre religioni, un segno di fede e una luce che adorna i volti di coloro che il Misericordioso ha guidato. È una branca della fede e una via per raggiungere il Paradiso. Il pudore nei confronti di Allah l’Altissimo è lo sperimentare su di sé la vigilanza di Allah lungo la propria intera vita. V’è forse per il servo di Allah qualcosa di più bello che astenersi dall’incorrere in peccato e ribellione per modestia nei confronti di Allah e timor di Lui? E al contempo il pudore nei confronti di Allah sta nel non tralasciare quel che Egli ha reso obbligatorio per ordine Suo, evitando assolutamente di compiere quel che Egli ha decretato riprovevole o ha proibito. Vi è poi il pudore davanti alle persone e nei loro confronti, che deriva dal non nuocere o causare loro danno, né con parole né con azioni, e dal non danneggiarle deliberatamente o dall’astenersi di cercare di venire a conoscenza delle loro questioni private e dei loro difetti. Non c’è dubbio che questo tipo di pudore sia prova dello spirito cavalleresco proprio del musulmano.

O Allah, concedici il pudore davanti a Te in ogni parola e azione, e adornaci con la veste della pietà e della rettitudine. Amin.

Imam e Khatib: dr. El Refaey El Shahat Abd Rabou Issa

Traduzione dall’arabo: dr. Gabriele Tecchiato

Venerdì 19 settembre 2025

“RAGIONI PER CONSERVARE UNA BUONA REPUTAZIONE”

Nel nome di Allah Clemente e Misericordioso, iniziamo la nostra khutba con l’auspicio che Allah ci conceda la facoltà di apprendere e praticare i Suoi insegnamenti, insieme con gli insegnamenti del Profeta, pace e benedizioni su di lui.

O voi che credete, dice l’Altissimo: “Signore, concedimi saggezza e uniscimi ai giusti. E concedimi una sincera reputazione tra i posteri” (al-Shu’ara’. 83-84).

Fratelli e Sorelle nell’Islam, tra le benedizioni di Allah l’Altissimo sul Suo servo credente vi è che Egli registra per lui gli effetti delle sue azioni, mantenendone così vivo il suo ricordo, concedendogli una ricompensa e prolungando la sua vita, attraverso la continuità delle buone azioni dopo la morte e la prosecuzione del ricordo dopo la morte. Quindi, le azioni lodevoli e i bei risultati sono ciò che eterna il ricordo di chi le compie e benedice la vita di chi le compie. Quindi, è bello per una persona lasciare una buona impressione di sé e buone azioni che si estendono sino all’Aldilà. Le azioni giuste vengono registrate e così pure vengono registrati gli effetti di quelle azioni: nel buon ricordo che si lascia e nella buona reputazione prosegue la vita di una persona dopo la sua morte. Dopo che i suoi giorni sono trascorsi, i suoi effetti rimangono e le sue azioni sono preservate. È una benedizione che Allah concede a chiunque voglia tra i Suoi servi, e fa sì che sia proclamata dalla Sua creazione, e gli esseri umani sono testimoni di Allah sulla Sua terra. Sull’autorità di Abu Zuhayr al-Thaqafi è stato tramandato che il Profeta, pace e benedizioni su di lui, ebbe a dire: “Ben presto saprete riconoscere la gente del Paradiso dalla gente dell’inferno”. Dissero: “In che modo, o Inviato di Allah?”. Egli rispose: “Attraverso la buona lode e la cattiva riprovazione. Voi siete testimoni di Allah, alcuni di voi contro altri”. Lo ha trasmesso Ibn Maja.

Fratelli e Sorelle nell’Islam, il nobile Profeta, pace e benedizioni su di lui, esortò i suoi Compagni a lasciare buon ricordo e buone tracce di sé, anche fino all’ultima ora della vita. Sull’autorità di Anas ibn Malik, che Allah sia compiaciuto di lui, è stato tramandato che l’Inviato di Allah, pace e benedizioni su di lui, ebbe a dire: “Se giunge l’Ora mentre uno di voi ha una piantina in mano, se è in grado di piantarla, che la pianti”. Lo ha trasmesso al-Bukhari. In questo hadith, il Profeta, pace e benedizioni su di lui, infonde in noi l’amore per il bene e la capacità di compiere ogni atto di rettitudine, benevolenza, carità e beneficio per gli altri, anche se chi lo compie non ne vede i frutti. Tra gli effetti delle opere buone che rimangono al loro proprietario dopo la morte ci sono: la conoscenza che ha insegnato e diffuso, un figlio giusto che ha lasciato, una copia del Corano che ha ereditato, una moschea che ha costruito, una fondazione che ha istituito per vedove e orfani, una fonte d’acqua che ha fatto sgorgare, o la carità perpetua che ha compiuto mediante i suoi beni mentre era in vita e in salute. Di tutte queste persone giuste e pie e di altri ancora, anche se la morte ha preso i loro corpi, Allah ha preservato le loro azioni e i loro effetti, ha preservato il loro bel ricordo e ha continuato a pregare per loro generazione dopo generazione. Allah l’Altissimo ha detto la verità quando ha detto: “In verità, siamo Noi a riportare in vita i morti e a registrare ciò che hanno fatto e ciò che hanno lasciato, e tutte le cose le abbiamo enumerate in un registro chiaro” (Ya Sin, 12).

Allah, fa’ che la vita si accresca sempre in ogni bene e nel compiere il bene. Amin.

Imam e Khatib: dr. El Refaey El Shahat Abd Rabou Issa

Traduzione dall’arabo: dr. Gabriele Tecchiato

Venerdì 12 settembre 2025

“I FRUTTI DELLA RICONCILIAZIONE TRA GLI UOMINI”

Nel nome di Dio Clemente e Misericordioso, iniziamo la nostra khutba con l’auspicio che Iddio ci conceda la facoltà di apprendere e praticare i Suoi insegnamenti, insieme con gli insegnamenti del Profeta, pace e benedizioni su di lui.

O voi che credete, dice l’Altissimo: “Per vero i credenti sono fratelli. Favorite quindi la riconciliazione tra i vostri fratelli e temete Iddio, affinché siate oggetto di misericordia” (al-Hujurat, 10).

Fratelli e Sorelle nell’Islam, l’Islam ha fondato la relazione tra musulmani sull’interazione, sull’amore e sul consiglio reciproco in Dio, e il fondamento della società si basa sulla conoscenza e sulla cooperazione tra le persone. Se le relazioni sono governate da discordia e litigi, ciò presagisce la distruzione delle società e la perdita della religione. Pertanto, l’Islam ha stabilito legami di amore e fratellanza tra le persone e si è adoperato per rafforzare le relazioni umane, prevenire l’arroganza e l’alienazione e ha sostenuto tutti gli atti di bontà e di generosità. Ha detto l’Altissimo: “E temete Iddio e favorite la riconciliazione fra di voi e obbedite a Dio e al Suo Inviato, se siete credenti” (al-Anfal, 1), e ha fatto della riconciliazione tra le persone una fonte di rassicurazione, calma e fonte di stabilità e sicurezza, l’Islam cerca anche di restringere la portata del disaccordo e di rimuoverlo, se possibile. Così ha avviato la riconciliazione tra le persone, l’ha incoraggiata e auspicata, perché è è lo strumento migliore per far sì che quanti sono in conflitto tornino a comunicare. Ha detto l’Altissimo: “Non c’è alcunché di buono in gran parte dei loro conciliaboli, tranne chi comanda carità o bene o riconciliazione tra gli uomini. E chi fa ciò cercando il compiacimento di Dio, gli concederemo ricompensa grande” (al-Nisa’, 114).

Fratelli e Sorelle nell’Islam, la riconciliazione tra le persone porta molti benefici e frutti: tra questi c’è quello che Dio, gloria a Lui l’Altissimo, ha promesso a coloro che sono determinati a realizzarlo, e vi pongono impegno e pietà, l’ingresso nella Sua misericordia. Ha detto l’Altissimo: “E se vi correggerete e avrete timor di Dio, allora in verità Dio è Perdonatore Clemente” (al-Nisa’, 129). Tra questi frutti abbiamo anche l’essere una salvezza dalla distruzione. La distruzione non scende su un popolo tra cui ci sono coloro che si adoperano per correggersi. Ha detto l’Altissimo: “E non è il tuo Signore che distrugge le città iniquamente mentre il loro popolo sono coloro che si adoperano per correggersi” (Hud, 117). Un altro frutto è la libertà dall’ipocrisia. Dio Altissimo ha menzionato che una delle caratteristiche degli ipocriti e delle persone deviate e corrotte è che stanno diffondendo la corruzione sulla terra, nonostante la loro pretesa di essere giusti e di essere sul retto sentiero. Ha detto Iddio, gloria a Lui: “E quando si dice loro: ‘Non spargete corruzione sulla terra’, dicono: ‘In verità, noi siamo soltanto riconciliatori’” (al-Baqara, 11). Uno dei più grandi frutti della riconciliazione tra le persone è la grande ricompensa nel Giorno della Resurrezione. Ci è stato tramandato sull’autorità di ‘Abdallah bin ‘Amr, ne sia soddisfatto Iddio, che il Profeta, pace e benedizioni su di lui, ebbe a dire: “In effetti, coloro che sono giusti agli occhi di Dio saranno su pulpiti di luce, alla destra del Misericordioso Sublime ed Eccelso, e entrambe le Sue mani sono giuste. Sono coloro che sono giusti nel loro giudizio, verso le loro famiglie e ciò di cui sono responsabili.” Lo ha trasmesso Muslim.

Oh Dio, riconcilia i nostri cuori e le nostre anime come hai riconciliato i nostri corpi. Amin.

Imam e Khatib dr. El Refaey El Shahat Abd Rabou Issa

Traduzione dall’arabo dr. Gabriele Tecchiato

Venerdì 22 agosto 2025

————————————————————————————————-

“L’AMORE E LA DOLCEZZA DELLA FEDE”

AL HAMDU LI ALLAHI RABBI AL ‘ALAMIN WA SALAT WA SALAM ‘ALA RUSULI ALLAHI AGMA’IN

Nel nome di Allah Clemente e Misericordioso, iniziamo la nostra khutba con l’auspicio che Allah ci conceda la facoltà di apprendere e praticare i Suoi insegnamenti, insieme con gli insegnamenti del Profeta, pace e benedizioni su di lui.

O voi che credete, dice Allah l’Altissimo nel Suo nobile Libro: “”Di’: ‘Se avete amato Allah, seguitemi: Allah vi amerà e vi perdonerà i vostri peccati. E Allah è Perdonatore Clemente’” (Al Imran, 31).

Fratelli e Sorelle nell’Islam, nel sermone dello scorso venerdì abbiamo parlato della realizzazione del significato della fede nei cuori dei credenti attraverso l’amore. In questo sermone, rivivremo con voi la relazione d’amore e dolcezza che è propria della fede.

Ci è stato tramandato sull’autorità di Anas ibn Malik, Allah ne sia soddisfatto, che l’Inviato di Allah, pace e benedizioni su di lui, ebbe a dire: “Tre cose, chiunque le possieda, troverà la dolcezza della fede: che Allah e il Suo Inviato gli siano più cari di qualsiasi altra cosa, che ami una persona solo per amore di Allah e che detesti tornare alla miscredenza dopo che Allah lo ha salvato da essa, così come detesterebbe essere gettato nel Fuoco”. Lo ha trasmesso l’Imam Muslim nel suo Sahih. Invero la fede ha la sua dolcezza e la salda certezza ha la sua delizia. La dolcezza della fede è il frutto maturo che il credente raccoglie dalla sua adesione alla religione e dall’obbedienza al suo Signore.

Pertanto, la dolcezza della fede deve risiedere nel cuore di ogni musulmano, affinché possa assaporare il sapore della felicità spirituale, percepire le benedizioni della contentezza e della soddisfazione e manifestare gli effetti della fede nelle membra del suo corpo e nelle sue azioni, come luce, tranquillità e modello comportamentale. La dolcezza della fede ha un impatto potente sulla vita dell’essere umano. Infonde in lui lo spirito di coraggio, audacia e ardimento morale nel dire la verità. Coltiva in lui la facoltà della pietà, gli illumina il cammino della verità e della guida e lo protegge dall’insidia delle paludi della sozzura e del peccato. La dolcezza della fede rende il musulmano contento del suo Signore, non scontento; sottomesso alla Sua legge, non ribelle; soddisfatto della Sua provvidenza, non avido o bramoso; gli permette di conoscere i limiti imposti da Allah e di rispettarli, senza trasgredirli o oltraggiarli. Questo perché chiunque trovi la dolcezza della fede, assapori il sapore della piena certezza e la gioia dell’obbedienza, capisce che tutto ciò che gli accade in questa vita è o una benedizione per cui deve essere grato, o una calamità per cui deve essere paziente nel sopportare. Entrambe sono puramente una prova e un esame, e rientrano nelle leggi di questo mondo. Allah l’Altissimo dice: “E vi mettiamo alla prova con il male e con il bene, e a Noi sarete ricondotti” (al-Anbiya, 35).

Pertanto, il credente non diventa impaziente con la vita, né si risente delle vie tracciate dai decreti divini, né si affligge per una tribolazione che lo colpisce. Piuttosto, accetta la saggezza della prova con cuore aperto, pazienza e tolleranza, con sopportazione ed equilibrio. Egli continua la sua vita sforzandosi e lavorando, ottimista riguardo alle cose belle, confidando nel suo Signore, aspettando il Suo sollievo e il Suo soccorso, perché attendere il sollievo da Dio è un atto di adorazione e religione, e aspettarsi il soccorso dopo la pazienza è certezza.

Fratelli e Sorelle nell’Islam, invero la dolcezza della fede è una ricerca preziosa, e la si può trovare solo attraverso tre cose, ricordate nell’hadith sopra menzionato.

La prima è che Allah e il Suo Inviato sono amati dal servo musulmano più di qualsiasi altra cosa. Il fondamento dell’amore per Allah Sublime ed Eccelso è l’obbedienza e la devozione cultuale, il rispetto dei Suoi comandamenti e l’astensione da ciò che Egli ha vietato. Ecco perché Rabi’a al-‘Adawiyya disse:

Disobbedisci a Dio pur mostrandoGli amore. / Questa, per la tua vita, è meravigliosa analogia.

Se il tuo amore fosse sincero, Gli avresti obbedito. / In verità, l’amante è obbediente all’amato.

Amare il Profeta, pace e benedizioni su di lui, si ottiene seguendo la sua Sunna, sostenendo la sua chiamata, onorandolo e omaggiandolo. Questa è una via che conduce all’amore per Allah Sublime ed Eccelso. Allah l’Altissimo dice: “”Di’: ‘Se avete amato Allah, seguitemi: Allah vi amerà e vi perdonerà i vostri peccati. E Allah è Perdonatore Clemente’” (Al Imran, 31). Tra i segni dell’amore per il Profeta, pace e benedizioni su di lui, ci sono: seguirlo e aderire alla sua Sunnah, pace e benedizioni su di lui, menzionarlo frequentemente, pace e benedizioni su di lui, desiderare di vederlo e desiderare ardentemente di incontrarlo, pace e benedizioni su di lui, e amare coloro che amano Allah e il Suo Inviato, pace e benedizioni su di lui.

Il secondo fattore che rende la fede più dolce è che una persona è amata solo per amore di Allah. Ciò richiede che l’amore tra i credenti sia basato sull’onestà, sulla sincerità, sulla cooperazione e sull’altruismo, e che sia inteso per amore di Allah l’Altisismo. Ciò significa che l’amore deve essere scevro da interessi materiali, obiettivi personali ed egoistici, dalla cooperazione al peccato e all’aggressività, dal radicamento di difetti e da comportamenti ingannevoli. L’hadith sui sette che Allah proteggerà alla Sua ombra nel Giorno della Resurrezione afferma: “…e due uomini che si amano per amore di Allah, che si incontrano per amore Suo e si separano per amore Suo…”. Lo hanno trasmesso Muslim e al-Bukhari, sull’autorità di Abu Hurayra, Allah ne sia soddisfatto. La fede non è completa e la sua dolcezza non è piena se non amando le persone, desiderando il loro bene in generale e amando i credenti in particolare. Un amore che elimina ogni risentimento e alimenta tutti i buoni sentimenti e le emozioni pure. L’Inviato di Allah, pace e benedizioni su di lui, ebbe a dire: “Nessuno di voi crede veramente finché non ama per il proprio fratello ciò che ama per se stesso”. Lo hanno trasmesso Muslim e al-Bukhari, sull’autorità di Anas ibn Malik, Allah ne sia soddisfatto.

Uno spirito di sincero amore fraterno deve prevalere tra i musulmani, poiché è parte integrante della fede e del credo, nonché fondamento della vita sociale nell’Islam. Grazie a esso, i musulmani sono diventati un modello di affetto, amore e compassione, competendo fianco a fianco per assumersi la responsabilità, offrendo assistenza e carità e assumendo la guida di azioni nobili e cavalleresche, con altruismo, sacrificio e spirito di sacrificio. L’Inviato di Allah, pace e benedizioni su di lui, ebbe a dire: “Non entrerete in Paradiso finché non crederete, e non crederete finché non vi amerete l’un l’altro”. Lo ha trasmesso l’Imam Muslim, sull’autorità di Abu Hurayra, Allah ne sia soddisfatto.

Il terzo elemento che è causa della dolcezza della fede è l’avversione a tornare al traviamento e all’incredulità dopo aver conosciuto la via della fede, proprio come uno di noi detesterebbe essere gettato nel Fuoco. Il significato è: chi detesta essere gettato nel Fuoco e nelle profondità dell’Inferno deve detestare tornare al traviamento e all’incredulità dopo che Allah l’Altissimo gli ha mostrato la via della guida e della fede! Questa è la prova dell’autentica fede, il simbolo della pietà e la chiave per la salvezza, la sicurezza e il benessere in questa vita terrena e nell’altra Vita. È il passo fermo sulla via della guida e dell’Islam, e l’attaccamento alla sua impugnatura saldissima.

Fratelli e Sorelle nell’Islam, la dolcezza della fede è una luce che Allah Sublime ed Eccelso getta nel cuore del servo, come ricompensa per la sua obbedienza e pietà, e per il suo amore per Dio, per il Suo Inviato e per i suoi fratelli credenti. Uno dei suoi frutti è che Allah lo unirà a coloro che ama. Anas ibn Malik, Allah ne sia soddisfatto, disse: “Un uomo andò dall’Inviato di Allah, pace e benedizioni su di lui e disse: ‘Un uomo chiese al Profeta, pace e benedizioni su di lui: ‘Quando verrà l’Ora, o Inviato di Allah?’. Egli rispose: ‘Cosa hai preparato per essa?’ E quello disse: ‘Non ho preparato per essa granché di preghiera, digiuno o elemosina, ma amo Allah e il Suo Inviato’. L’Inviato di Allah, pace e benedizioni su di lui, disse: ‘Tu sarai con chi avrai amato’”. Anas disse: “Dopo aver abbracciato l’Islam, non siamo mai stati più felici di quando il Profeta, pace e benedizioni su di lui, disse: ‘Sarai con chi avrai amato’”.

Chiedo ad Allah l’Onnipotente di unirci nel nostro amore per Lui, per il Suo Inviato e per i giusti, e di beneficiare me e voi della guida del Suo grande Libro e seguendo la Sunnah del Suo nobile Profeta, pace e benedizioni su di lui. Chiedo ad Allah l’Altissimo di perpetuare l’amore, la fratellanza, l’affetto e l’armonia tra tutti i Suoi servi, perché Egli è in grado di farlo ed è il miglior Patrono e il miglior Sostenitore. Chiedo perdono ad Allah per me e per voi. Chiedete perdono ad Allah, in verità Egli concede il successo a coloro che cercano il Suo perdono.

Imam e khatib: dr. Nader Akkad

Traduzione e adattamento dall’arabo:

dr. Gabriele Tecchiato.

Roma, venerdì 25 luglio 2025

—————————————————————————————————————–

“NON CREDERETE FINO A QUANDO NON VI AMERETE L’UN L’ALTRO”

AL HAMDU LI ALLAHI RABBI AL ‘ALAMIN WA SALAT WA SALAM ‘ALA RUSULI ALLAHI AGMA’IN

Nel nome di Allah Clemente e Misericordioso, iniziamo la nostra khutba con l’auspicio che Allah ci conceda la facoltà di apprendere e praticare i Suoi insegnamenti, insieme con gli insegnamenti del Profeta, pace e benedizioni su di lui.

O voi che credete, dice Allah l’Altissimo nel Suo nobile Libro: “E coloro che erano stabiliti nella casa e nella fede prima di loro amano chi verso di loro emigrò” (al-Hashr, 9).

Fratelli e Sorelle nell’Islam, siamo ancora nel mese di Allah, Muharram, e all’inizio del nuovo anno hijri. Riviamo con voi, in questo sermone, il grande significato che è stato rivelato negli eventi della hijra del Profeta, pace e benedizioni su di lui, e che proprio dalla hijra dell’Inviato di Allah, pace e benedizioni su di lui, abbiamo appreso. Ciò è la realizzazione del significato della fede nei cuori dei credenti attraverso l’amore. L’Inviato di Allah, pace e benedizioni su di lui, ebbe a dire: “Per Colui nella Cui mano è la mia anima, non entrerete in Paradiso finché non crederete, e non crederete fino a quando non vi amerete l’uno con l’altro”. Lo ha trasmesso Muslim sull’autorità di Abu Hurayra, Allah ne sia soddisfatto.

Cari Fratelli e care Sorelle, la condizione essenziale per raggiungere la fede è l’amore, l’affetto e la compassione tra i musulmani, affinché i musulmani diventino una nazione unica, un corpo solo e una struttura solida, in cui ogni parte rafforza l’altra, come ha detto il Profeta, pace e benedizioni su di lui: “Il credente è per il credente come un edificio, alcune parti ne rafforzano altre”. Lo hanno trasmesso al-Bukhari e Muslim, sull’autorità di Abu Musa al-Ash’ari, Allah ne sia soddisfatto.

L’amore è il fondamento della fede ed è condizione per il suo raggiungimento e perfezionamento, come ha detto l’Inviato di Allah, pace e benedizioni su di lui: “Nessuno di voi crede fino a quano non ama per il suo fratello ciò che ama per se stesso”. Trasmesso da al-Bukhari e da Muslim sull’autorità di Anas bin Malik, Allah ne sia soddisfatto. La società islamica è una società governata da puro amore, amicizia, purezza, cooperazione e altruismo. Non c’è posto per egoismo, odio, ostilità, conflitti e lotte per il bottino, il saccheggio e i desideri!

Questo è ciò che l’Inviato di Allah ci ha insegnato quando compì la sua hijra dalla Mecca a Medina. Stabilì la fratellanza tra coloro che avevano compiuto la hijra, i Muhajirun, e gli Ansar, coloro che li avevano accolti a Medina offrendo il loro sostegno, e lì fondò la prima comunità musulmana sulla terra, il cui fondamento era il vero amore, il cui pilastro era la fratellanza e la lealtà, il cui titolo era il sacrificio e l’altruismo, e il cui dono era l’equainime spirito di gruppo, al di sopra dei piaceri e degli ornamenti della vita, della sua ricchezza circolante e dei suoi molteplici guadagni.

Quando l’Inviato di Allah, pace e benedizioni su di lui, stabilì la fratellanza tra i Muhajirun e gli Ansar, fece della compassione tra loro un obbligo, dell’altruismo un tratto caratteriale, dell’amore una natura e del sacrificio per il bene supremo un obiettivo. Ascoltate il nobile Corano, come loda gli Ansar, la gente di Medina, e come li descrive con amore, e come antepongono gli altri a se stessi, come danno la priorità ai loro fratelli immigrati, con simpatia e sacrificio di sé, quindi spendono i loro soldi per loro e fanno tutto ciò che possono, anche se hanno fame e sono nel bisogno! Ha detto Allah l’Altissimo, che Egli sia benedetto: “E coloro che erano stabiliti nella casa e nella fede prima di loro amano chi verso di loro emigrò e non trovano nei loro cuori alcun bisogno di ciò che è stato dato loro e danno loro la precedenza su se stessi, fossero pure nel bisogno. E chi è protetto dall’avarizia della sua anima, son loro coloro che hanno successo” (al-Hashr, 9).

Fratelli e Sorelle nell’Islam, l’amore tra i musulmani dovrebbe essere puramente per amore di Allah l’Altissimo, non per prestigio, interesse o denaro. Questo non può essere raggiunto se non allontanandosi dalle faccende mondane e impegnandosi sinceramente verso obiettivi e traguardi elevati. L’Inviato di Allah, pace e benedizioni su di lui, ebbe a dire: “Fa parte della fede che un uomo ami un altro uomo e lo ami solo per amore di Allah, senza dargli denaro. Questa è fede”. Lo ha trasmesso al-Tabarani in al-Awsat, sull’autorità di Abdallah Ibn Mas’ud, Allah ne sia soddisfatto.

Un musulmano dovrebbe amare anche il popolo di Allah Sublime ed Eccelso, compresi i Profeti, i santi, i sapienti operosi, e coloro che sono pii e giusti, che sono umili e sinceri. Una persona si fa affabile con chiunque concordi con i suoi desideri ed è attratta da ciò che la sua natura attrae. I simili si attraggono a vicenda. L’Inviato di Allah, pace e benedizioni su di lui, disse: “Le anime sono come soldati di leva. Quelle che si riconoscono saranno affabili le une con le altre, e quelle che non si riconoscono saranno divergenti”. Lo ha trasmesso al-Bukhari, sull’autorità di A’isha, Allah ne sia soddisfatto.

In quest’epoca, purtroppo, notiamo che in alcune società musulmane i valori del vero amore sono quasi scomparsi! Odio e rancore si sono insinuati in esse, i cuori si sono allontanati, tendenze e desideri si sono disgiunti, e le uniche manifestazioni di conoscenza e armonia rimaste sono lusinghe verbali, complimenti verbali, ipocrisia e adulazione, e la parodia di amore e amicizia! Nella vita di oggi, è difficile trovare un vero amico, un fratello caro o un confidente che possa confortare. Le persone concepiscono principi, morale e valori in base a criteri materiali, alla scala dei benefici immediati e agli interessi comuni. Quindi, se osserviamo le condizioni di alcune società della nazione islamica, troviamo alienazione, distacco, grande distanza e una mancanza di senso di partecipazione alle sofferenze e alle speranze dei musulmani, e a ciò che accade loro e ostacola il loro cammino. Tutto ciò è totalmente differente dall’immagine della grande società che l’Inviato di Allah, pace e benedizioni su di lui, ha delineato quando ha detto: “Vedrai i credenti nel loro reciproco amore, misericordia e compassione. Sono come un unico corpo. Quando una parte di esso è malata, tutto il corpo risponde con febbre e insonnia”. Lo ha trasmesso al-Bukhari, sull’autorità di an-Nu’man Ibn Bashir, Allah ne sia soddisfatto. Tutti i musulmani, ovunque, sono un solo corpo. Se un musulmano è afflitto nell’angolo più remoto della terra, i musulmani si prenderanno cura di lui, proveranno dolore per lui e accorreranno in suo aiuto e in suo soccorso. Ma purtroppo, scopriamo che questo sentimento è oggi morto, e il corpo della nazione islamica è stato colpito da una pericolosa paralisi, che gli ha fatto perdere la sensibilità in tutte le sue parti e organi, tanto che vediamo e sentiamo che le società islamiche sono afflitte nelle loro terre d’origine e tentate nella loro religione, e non ce ne preoccupiamo minimamente, come se la questione non ci riguardasse! Sebbene egli, pace e benedizioni su di lui, abbia detto: “Chiunque si svegli senza curarsi degli affari dei musulmani non è uno di loro”. Lo ha trasmesso al-Tabarani, sull’autorità di Abdallah Ibn Mas’ud, che Allah ne sia soddisfatto.

Fratelli e Sorelle nell’Islam, i musulmani sono un’unica nazione, nulla li divide e i credenti sono fratelli, secondo il testo del Corano. Dice Allah l’Altissimo, sia Egli benedetto: “I credenti non sono altro che fratelli, quindi stabilite concordia tra i vostri fratelli. E temete Allah affinché possiate ottenere misericordia” (al-Hujurat, 10). Pertanto, l’amore tra di loro è parte integrante della fede e della religione, e si conoscono e sono in armonia, anche se le loro case e i loro corpi sono lontani. L’Inviato di Allah, pace e benedizioni su di lui, ebbe a dire: “I credenti sono sinceri e affettuosi gli uni con gli altri, anche se le loro dimore e i loro luoghi di residenza sono lontani. Ma i malvagi sono ingannevoli e traditori gli uni con gli altri, anche se le loro dimore e i loro luoghi di residenza sono vicini”. Lo ha trasmesso Ibn Hibban sull’autorità di Anas ibn Malik, Allah ne sia soddisfatto.

Chiedo ad Allah l’Onnipotente di aiutare me e voi con la guida del Suo Libro e seguendo la Sunna del Suo Profeta, pace e benedizioni su di lui. Chiedo ad Allah l’Altissimo di perpetuare l’amore, la fratellanza, l’affetto e l’armonia tra tutti i Suoi servi, perché Egli è in grado di farlo ed è il miglior Patrono e il miglior Sostenitore. Chiedo perdono ad Allah per me e per voi. Chiedete perdono ad Allah, in verità Egli concede il successo a coloro che cercano il Suo perdono.

Imam e khatib: dr. Nader Akkad

Traduzione e adattamento dall’arabo:

dr. Gabriele Tecchiato.

Roma, venerdì 18 luglio 2025

———————————————————————————————————-

LA HIJRA DEL PROFETA: LEZIONI E MORALE

AL HAMDU LI ALLAHI RABBI AL ‘ALAMIN WA SALAT WA SALAM ‘ALA RUSULI ALLAHI AGMA’IN

Nel nome di Allah Clemente e Misericordioso, iniziamo la nostra khutba con l’auspicio che Allah ci conceda la facoltà di apprendere e praticare i Suoi insegnamenti, insieme con gli insegnamenti del Profeta, pace e benedizioni su di lui.

O voi che credete, dice Allah l’Altissimo, sia Egli benedetto, nel Suo nobile Libro: “Se non gli verrete in soccorso, già gli venne in soccorso Allah, quando lo cacciarono via coloro che hanno rinnegato, il secondo dei due, allorché erano nella caverna, e disse al suo compagno: ‘Non ti affliggere, in verità Allah è con noi’” (al-Tawbah, 40).

Fratelli e sorelle nell’Islam, siamo ancora nel mese di Muharram e al principio del nuovo anno hijri. In questi minuti, stiamo rivivendo alcuni degli eventi della hijra del Profeta e le lezioni che possiamo trarre da essi. Cosa ci insegna la hijra dell’Inviato di Allah, pace e benedizioni su di lui?

In primo luogo, qual’è la definizione di hijra? Cosa si intende con essa? La hijra è lo spostamento da un territorio all’altro. Si tratta di spostarsi da un paese dove si subiscono persecuzioni e torture, da un paese privo di giustizia e libertà religiosa, a un paese in cui la libertà religiosa e il culto sono garantiti. I Compagni lasciarono La Mecca per l’Etiopia due volte, e poi l’Inviato di Allah e i suoi Compagni mossero da La Mecca a Medina. Questa hijra è un processo che continuerà fino al levarsi dell’Ora. Così come ha detto Allah l’Altissimo narrando la storia di un popolo che protestò con Allah circa il suo oppresso sulla terra. Allah disse loro: “Non era la terra di Dio abbastanza spaziosa perché vi emigraste?” (al-Nisa’, 97). Servi di Allah, la hijra di questo Profeta Muhammad non fu la prima delle migrazioni, né fu un’innovazione degli Inviati. Piuttosto, fu preceduta dalle migrazioni dei Profeti che furono prima di lui. Il Profeta di Allah, Abramo, e suo nipote Lot, pace su di loro, emigrarono dall’Iraq alla Palestina, come Allah, l’Altissimo, disse di loro: “Lot gli credette e disse: ‘In verità, sto emigrando verso il mio Signore. In verità Egli è l’Eccelso, il Saggio’” (al-‘Ankabut, 26). Il Corano ci parla anche della migrazione del Profeta Mosè, pace su di lui, dall’Egitto a Madyan, come ci ricorda la parola di Allah Onnipotente: “E quando si volse verso Madyan, disse: ‘Forse il mio Signore mi guiderà sulla retta via’” (al-Qasas, 22).

Fratelli e sorelle nell’Islam, la hijra dell’Inviato di Allah, pace e benedizioni su di lui, contiene una raccolta di insegnamenti e principi morali senza pari, che riflettono i più alti valori e la più alta morale. Ne menzionerò cinque affinché siano di giovamento:

1 – Innanzitutto, il significato dell’amicizia. Quest’amicizia era ben rappresentata dalla personalità di Abu Bakr al-Siddiq, che Allah sia compiaciuto di lui. Abu Bakr al-Siddiq fu colui che prodigo tutto il suo tempo, il suo denaro e se stesso, insieme alla sua famiglia, a servire questa hijra e a lavorare per assicurarne il successo. Questo è Abu Bakr, la cui fede supera la fede di un’intera nazione. Quando l’Inviato di Allah, pace e benedizioni su di lui, informò Abu Bakr della hijra, Abu Bakr pronunciò le sue famose parole: “Compagnia, compagnia, o Inviato di Allah”. Egli rispose: “Sì”. Abu Bakr al-Siddiq pianse di gioia quando udì tale risposta. Poi si alzò, preparò le sue provviste e il suo cavallo, e mobilitò tutta la sua famiglia per servire e assicurare il successo di questa hijra benedetta. Tutto questo rappresenta per noi il vero significato della compagnia del Profeta Muhammad, come disse il poeta:

Per vero il tuo amico è colui che è con te e che affronta il danno per giovarti.

E colui che, quando le vicissitudini del tempo ti spezzano, disperde la sua famiglia per unirti.

2- La seconda lezione che apprendiamo è il significato dello spirito di sacrificio e della totale abnegazione. Qui, la personalità di ‘Ali ibn Abi Talib, che Allah sia soddisfatto di lui, ci diventa ben chiara. Fu un eroe che non si rifiutò di mettere a repentaglio la sua vita per assicurare il suo contributo al successo di questa hijra, pronto a sacrificarsi per l’Inviato di Allah, pace e benedizioni su di lui. Il giorno della hijra ‘Ali, che Allah sia soddisfatto di lui, dormì nel letto dell’Inviato di Allah, prendendone il posto nel mentre che si cercava di ucciderlo nel sonno, salvandolo a prezzo della sua vita, che Allah protesse e risparmiò. Troviamo anche in lui il carattere di Abu Bakr. Quando il Messaggero e Abu Bakr raggiunsero la grotta, Abu Bakr disse: “Lasciami entrare per primo, o Messaggero di Allah, così che alcunché della grotta possa farti del male”. Abu Bakr entrò per primo nella grotta, bloccando tutti gli ingressi e le aperture. Poi, mise i piedi, che Allah sia soddisfatto di lui, in due buchi rimasti scoperti. Disse: “Ora entra, o Inviato di Allah. Questo è un sacrificio per questa religione e per chi la segue”. Qui, ci appare poi un terzo nuovo personaggio, che incarna il significato del sacrificio e dell’abnegazione. È il carattere intrinseco della donna musulmana. È il ruolo della donna musulmana nel sostenere la Verità e l’invito alla Verità. È il carattere impersonato da Dhat al-Nitaqayn, colei che porta le due cinture. È Asma figlia di Abu Bakr, che Allah si compiaccia di entrambi. Preparò il cibo e si unì all’Inviato di Allah e a suo padre. Era incinta di sette mesi. Nonostante la paura, la fatica e lo sforzo, portò il cibo all’Inviato di Allah e a suo padre. Scalò l’aspra montagna per raggiungere la grotta. Una volta, a causa della rapidità della sua determinazione e della fretta con cui svolgeva il suo lavoro, dimenticò di mettere una cinghia per trattenere il cibo durante il viaggio e l’ascesa al monte, così, quando arrivò, strappò la sua cintura (cioè il suo khimar) in due metà, una metà per coprirsi il capo e l’altra metà per appendere il cibo. Fu così chiamata Dhat al-Nitaqayn, colei che porta le due cinture Dhat, che Allah si compiaccia di lei e la soddisfi. Sostenere la Verità e diffondere la religione non è una responsabilità limitata solo agli uomini, ma è anche responsabilità delle donne, poiché le donne sono sorelle degli uomini e sostenere l’Islam e farsi carico delle preoccupazioni dei musulmani è un obbligo per ogni uomo e donna musulmani.

3-La terza lezione che apprendiamo da questa hijra è la fiducia in Allah.

La fiducia assoluta in Dio fu dimostrata quando l’Inviato di Allah, pace e benedizioni su di lui, venne a conoscenza del complotto degli infedeli Quraysh per assassinarlo, e le tribù si riunirono per attuarlo. Nonostante ciò, egli, pace e benedizioni su di lui, camminò tra loro con completa fiducia e rassicurazione. Camminò davanti agli infedeli, gettando terra sulle loro teste e dicendo: “Che i [vostri] volti siano disonorati”, e recitando le parole di Allah l’Altissimo: “E abbiamo posto davanti a loro una barriera e dietro di loro una barriera e li abbiamo coperti affinché non vedano” (Ya-Sin, 9). Allo stesso modo, la fiducia in Allah fu dimostrata nella grotta quando Abu Bakr sussurrò all’Inviato di Allah, dicendo: “Se uno di loro guardasse i suoi piedi, ci vedrebbe”. L’Inviato di Allah, pace e benedizioni su di lui, avendo riposto la sua fiducia in Allah ed essendosi affidato a Lui, disse: “Cosa ne pensi, o Abu Bakr, di due quando Allah è il terzo di loro?” Non essere triste, in verità Allah è con noi”. Questa è la fiducia assoluta in Allah, Sublime ed Eccelso”.

4- La quarta lezione che impariamo da questa hijra è di riporre la nostra fiducia in Allah. Qui, il nostro Profeta Muhammad, pace e benedizioni su di lui, adottò ogni misura possibile e si impegnò al massimo per rendere questa hijra un successo, inclusi il tempo, il luogo, la guida, il monte, il cambio di direzione, l’aver accanto un compagno fidato, la fornitura di provviste, il nascondersi in una grotta, l’uscita notturna e la presenza di ‘Ali nel suo letto. Nonostante tutte queste precauzioni, egli non si affidò a questi mezzi, ma piuttosto ripose la fiducia in Allah, Che vigilia e veglia su ogni cosa. Questa è una lezione per la nazione islamica: adottare e operare secondo questi mezzi, ma con assoluta fiducia e affidamento in Allah.

5- La quinta lezione che apprendiamo da questa migrazione è la speranza in Allah.

Dopo che il Profeta, pace e benedizioni su di lui, lasciò la caverna in cui si era nascosto, Suraqa ibn Malik li raggiunse per ottenere la ricompensa promessa dai Quraysh a chiunque avesse consegnato Muhammad e il suo compagno. Quando Suraqa arrivò e raggiunse l’Inviato di Allah, gli zoccoli del suo cavallo sprofondarono nel terreno e Suraqa cadde. Dopo una conversazione tra loro, il Profeta, pace e benedizioni su di lui, disse a Suraqa: “Come stai, Suraqa, mentre indossi i braccialetti di Cosroe?”. Suraqa chiese con stupore e meraviglia: “I braccialetti di Cosroe ibn Hurmuz?”. Il Profeta gli rispose: “Sì, i braccialetti di Cosroe ibn Hurmuz”. Ebbene sì, servi di Allah, il Profeta Muhammad fu perseguitato, eppure diede a Suraqa la buona novella che avrebbe indossato i braccialetti del Re Cosroe. Questa è una speranza, Fratelli e Sorelle, che non conosce limiti. In effetti, al tempo di ‘Umar ibn al-Khattab, che Allah sia soddisfatto di lui, quando Sa’d ibn Abi Waqqas conquistò al-Mada’in, ‘Umar ibn al-Khattab convocò Suraqa ibn Malik e lo rivestì con la corona e i braccialetti di Cosroe, confermando la promessa. La promessa fattagli dall’Inviato di Allah. Questa lezione ci insegna davvero a non disperare né a perdere la speranza in assenza della vittoria e del trionfo della Gente della Verità sulla menzogna. “E dicono: ‘Quando sarà?’. Rispondi: ‘Può darsi che sarà presto’” (Al-Isra, 51).

Dopo il successo di questa benedetta hijra, l’Inviato di Allah e il suo compagno giunsero a Medina, dopo una lunga attesa da parte dei Compagni, che Allah sia soddisfatto di loro. Quando lo videro, furono colmi di felicità e lo accolsero con inni di gioia pieni di esultanza. Yathrib fu illuminata dal suo arrivo, pace e benediziono su di lui. Il Messaggero di Dio iniziò a fondare lo stato islamico e a gettarne le fondamenta. Iniziò con la costruzione della moschea, poi stabilì la fratellanza tra i Muhajirun, i Compagni che avevano lasciato Mecca, e gli Ansar, i Compagni che li avevano accolti a Medina, e stabilì la costituzione e il sistema per lo stato musulmano a Medina, basato sui principi di giustizia e libertà di religione e di credo tra musulmani e non musulmani.

Solo dieci anni dopo questa hijra, l’intera Penisola Arabica abbracciò l’Islam, gli uomini entrarono nella religione di Allah in massa e Allah mantenne la Sua promessa di vittoria, allorché disse: “Quando giungerà il soccorso di Allah e la vittoria, e vedrai gli uomini entrare nella religione di Allah a frotte, allora esaltacon lode la gloria del tuo Signore e chiediGli perdono. In verità, Egli è sempre pronto ad accettare il pentimento”. (al-Nasr)

Chiedo ad Allah Onnipotente di beneficare me e voi con la guida del Suo Libro e seguendo la Sunna del Suo Profeta, pace e benedizioni su di lui. E di perpetuare l’amore, la fratellanza, l’affetto e l’armonia tra tutti i Suoi servi, perché Egli è in grado di farlo ed è il miglior Patrono e il miglior Sostenitore. Chiedo perdono ad Allah per me e per voi. Chiedete perdono ad Allah, in verità Egli concede il successo a coloro che cercano il Suo perdono.

Imam e khatib: dr. Nader Akkad

Traduzione e adattamento dall’arabo:

dr. Gabriele Tecchiato.

Roma, venerdì 11 luglio 2025

—————————————————————————————————–

L’INIQUITÀ È SOLTANTO OSCURITÀ!

AL HAMDU LI ALLAHI RABBI AL ‘ALAMIN WA SALAT WA SALAM ‘ALA RUSULI ALLAHI AGMA’IN

Nel nome di Allah Clemente e Misericordioso, iniziamo la nostra khutba con l’auspicio che Allah ci conceda la facoltà di apprendere e praticare i Suoi insegnamenti, insieme con gli insegnamenti del Profeta, pace e benedizioni su di lui.

O voi che credete, dice l’Altissimo: “Coloro che credono e non confondono la loro fede con l’iniquità, quelli avranno la sicurezza e saranno i ben diretti” (al-An’am, 82).

Fratelli e Sorelle nell’Islam, Allah Sublime ed Eccelso ha creato i Suoi servi, uomini e donne, e ha fatto di loro nazioni e tribù affinché si conoscessero a vicenda, si affratellassero, cooperassero nella rettitudine e nella pietà, respingessero il peccato e l’aggressione, instaurassero una vita retta e promuovessero una comunicazione proficua e giovevole. Allah Sublime ed Eccelso ha domandato ai Suoi servi, fin da quando li ha creati, di essere fratelli amorevoli, animati da relazioni di compassione e misericordia e che queste relazioni fossero tra di loro prevalenti. Nessun anziano dovrebbe trasgredire contro il più giovane, nessun forte dovrebbe opprimere il debole e nessun tiranno dovrebbe violare i diritti altrui. Per questo motivo, Allah ha proibito l’ingiustizia ai Suoi servi, dopo averla prima proibita a Sé stesso, gloria a Lui. Allah l’Altissimo ha detto nel hadith qudsi: “O Miei servi! Ho proibito l’oppressione a Me stesso e l’ho proibita tra voi, quindi non opprimetevi l’un l’altro”. Lo hanno trasmesso Muslim, al-Tirmidhi e Ibn Majah, sull’autorità di Abu Dharr Al-Ghifar, Allah ne sia soddisfatto. O uomini, l’oppressione e l’iniquità hanno conseguenze terribili e dolorose. Ogni volta che un popolo si opprime a vicenda e si abbandona all’ostilità e alla tirannia, sarà distrutto e devastato. La punizione giungerà su di loro in varie forme e in varie condizioni, e ciò che li contraddistingue si rivolterà contro di loro come calamità e punizione.

Allah Sublime ed Eccelso ha menzionato nel Suo Libro glorioso le vicende delle nazioni passate, allorché si ribellarono e trasgredirono, opprimendosi a vicenda e disubbidendo al comando del loro Signore e dei Suoi Inviati. Le punì con un castigo terribile, le colpì con un castigo doloroso e le rese una vestigia da contemplare nei musei della storia! Ha detto Allah l’Altissimo: “E così vi prenderà il vostro Signore quando prenderà le città mentre commettono iniquità. In verità, il Suo castigo è doloroso e severo” (Hud, 102). In verità l’iniquità è trasgredire i limiti prescritti da Allah Sublime ed Eccelso nei rapporti, negli scambi e nelle relazioni sociali. Ciò porta alla trasgressione, all’invasione e alla violazione dei diritti e dei luoghi santi santificati da Allah e dal Suo Inviato, che sono il fondamento di una vita umana virtuosa. L’oppressione proviene solo da individui vili e iniqui, i cui freni religiosi e morali si sono indeboliti e i cui cuori si sono induriti, perché non hanno timore di Allah né di vendetta! L’iniquità, nella sua forma autentica e reale, è una sfida ad Allah l’Altissimo ed è un affronto alle Sue leggi, che Egli ha stabilito per preservare la dignità, garantire la giustizia, tutelare i diritti e consolidare la sicurezza e la stabilità. È una trasgressione della verità a favore della falsità, un abbandono della giustizia e il perseguimento dei capricci, un errore lungo la via dell’autorità a favore dell’oppressione, e un allontanamento dai Segni di Dio. Ha detto Allah l’Altissimo: “E chi è più iniquo di colui che, quando gli viene ricordato il suo Signore, se ne allontana? In verità, Noi Ci vendicheremo dei malfattori” (al-Sajda, 22).

Fratelli e Sorelle nell’Islam, se mai chi è provvisto d’intelletto riflettesse profondamente, si esaminasse e consultasse la propria coscienza, si renderebbe conto che l’iniquità è qualcosa che le menti sane detestano, le anime nobili aborriscono e che tutta la creazione rifiuta. Perché l’iniquità distorce la vita e la trasforma in un inferno pieno di dolore e miseria. Gli uomini non possono sopportare l’iniquità, né possono tollerarla pazientemente. Pertanto, si rivolgono ad Allah nella loro umiliazione e nel loro dolore e Lo invocano con le loro suppliche, cercando il Suo potere e la Sua potenza contro l’oppressione e la tirannia dell’oppressore. Le loro suppliche ascendono, penetrando i cieli, fino a stabilirsi sotto il Trono. Allah giura per la Sua gloria e maestà che verrà in soccorso degli oppressi, prima o poi, e che inevitabilmente si vendicherà dell’oppressore. Il Profeta, pace e benedizioni su di lui, disse: “Guardatevi dalla supplica degli oppressi, perché non c’è neanche un velo tra essa e Dio”. Lo hanno trasmesso al-Bukhari e Muslim, sull’autorità di Ibn Abbas, Allah ne sia soddisfatto. Ed ancora ebbe a dire l’Inviato di Allah, pace e benedizioni su di lui: “La supplica dell’oppresso non sarà respinta. Allah la eleva sopra le nuvole e le apre le porte del cielo. Il Signore dice: ‘Per la Mia potenza e maestà, verro certo in tuo soccorso, fosse pure dopo un poco’”. Lo hanno trasmesso l’Imam Ahmad e al-Tirmidhi, sull’autorità di Abu Hurayra, Allah ne sia soddisfatto. Quanto all’oppressore, la sua iniquità gli porterà terribili conseguenze in questa vita terrena e nell’Aldilà, e la sua oppressione sarà oscurità per lui nel Giorno della Resurrezione, così che non vedrà un sentiero né troverà una via d’uscita. Piuttosto, vagherà nell’oscurità finché Allah vorrà, poi sarà gettato nelle profondità dell’inferno, dove lo attenderanno castigo e afflizione eterna. L’Inviato di Allah, pace e benedizioni su di lui, ebbe a dire: “Guardatevi dall’iniquità, perché l’iniquità sarà oscurità nel Giorno della Resurrezione”. Lo ha trasmesso l’Imam Muslim, sull’autorità di Jabir ibn Abdullah, Allah ne sia soddisfatto.

Il Profeta, pace e benedizioni su di lui, ebbe anche a dire: “In verità, Allah concede una dilazione al malfattore, finché, quando lo afferra, non lo lascia più fuggire”. Poi recitò: “E così vi prenderà il vostro Signore quando prenderà le città mentre commettono iniquità. In verità, il Suo castigo è doloroso e severo” (Hud, 102). Lo hanno trasmesso al-Bukhari e Muslim, sull’autorità di Abu Musa al-Ash’ari, Allah ne sia soddisfatto.

Fratelli e Sorelle nell’Islam, in verità esistono molti tipi di iniquità e innumerevoli metodi! Tra le sue forme ci sono: consumare ingiustamente le ricchezze delle persone, uccidere gli innocenti e torturare i deboli. Tra le forme di iniquità ci sono: violare la sacralità e l’onore delle persone e attaccare la loro persona con insulti, calunnie, diffamazione e oscenità. Ed ancora abbiamo presunzione, vanità, iniqua ostilità e arroganza. Il più ingiusto tra gli uomini, sia verso se stesso che verso gli altri, è colui che non fa altro che calunniare le persone, diffondere corruzione tra di loro, cercare di seminare discordia e aspettare che cadano in circoli malvagi. Ancora più iniquo è colui che si accanisce sui difetti dei musulmani, semina cattive dicerie nella società e desidera che l’immoralità e il vizio si diffondano, così che non rimanga alcuna morale o religione, né alcun valore sacro cui le persone possano aderire e sottomettersi. Tra le più grandi iniquità c’è l’ingiustizia dell’uomo verso se stesso, che si costringe a commettere peccati, si getta nell’abisso delle trasgressioni e delle cattive azioni e lascia le redini sciolte, così da vagare nei pascoli della distruzione, dei desideri e dei piaceri, annegando nell’abisso del trastullo e del gioco e sprofondando nella falsità. La più enorme iniquità, imperdonabile, è certamente associare ad Allah altri nel Suo regno, prendere idoli diversi da Lui come dei da adorare e signori da santificare, e fare degli obiettivi mondani l’obiettivo verso cui sono diretti tutti gli sforzi e l’attenzione! Dice Allah l’Altissimo: “In verità, associare altri ad Allah è iniquità enorme” (Luqman, 13).

Temete dunque Allah, o servi di Allah! Siate compassionevoli e non fatevi torto gli uni agli altri. Che la verità sia il vostro motto e la giustizia la vostra guida in ogni questione. In verità, la fede nell’Islam, nella Verità è nemica dell’iniquità e dell’iniquo. È la via verso una posizione giusta, relazioni equilibrate, una prospettiva gentile e sentimenti compassionevoli. Dice Allah l’Altissimo: “Coloro che credono e non confondono la loro fede con l’iniquità, quelli avranno la sicurezza e saranno i ben diretti” (al-An’am, 82). Allah Onnipotente è la Verità. Chiediamo a Lui, l’Altissimo, di proteggerci dall’iniquità e dagli oppressori e di perpetuare l’amore, la fratellanza, l’affetto e l’armonia tra tutti i Suoi servi. Egli è in grado di farlo, ed è il miglior Padrone e il miglior Sostenitore.

Imam e khatib: dr. Nader Akkad

Traduzione e adattamento dall’arabo: dr. Gabriele Tecchiato.

Roma, venerdì 27 giugno 2025

…………………………………………………………………………………..

“TESORI SPIRITUALI DI AYAT AL-KURSI”

Nel nome di Dio Clemente e Misericordioso, iniziamo la nostra khutba con l’auspicio che Allah ci conceda la facoltà di apprendere e praticare i Suoi insegnamenti, insieme con gli insegnamenti del Profeta, pace e benedizioni su di lui.

O voi che credete, dice l’Altissimo: “Allah, non vi è divinità eccetto Lui, il Vivente, l’Esistente di per Sé. Non hanno presa su di Lui né torpore né sonno. A Lui appartiene ciò che è nei cieli e ciò che è in terra. Chi è colui che intercede presso di Lui, se non con il Suo permesso? Conosce ciò che è stato prima di loro e ciò che sarà dopo di loro. Non abbracciano della Sua scienza se non ciò che vuole. Si estende il Suo Trono sui cieli e la terra, né d’ambedue la custodia Lo affatica. Ed Egli è l’Eccelso, il Magnifico” (al-Baqara, 255).

Fratelli e Sorelle nell’Islam, il nobile Corano è la corda salda di Allah e la Sua retta via. Semina fede e tranquillità nell’anima e nell’anima rafforza e monda la forza di connessione con Dio. I versetti discendono come fonte di pace e conforto nel cuore del credente, impedendogli di essere spazzato via dai venti delle tentazioni, né la sua anima cade nelle vie tracciate da Satana. Allah ha conferito un merito speciale ad alcune delle Sue sure e versetti, e il Versetto del Trono, Ayat al-Kursi, ha un grande merito nel Libro di Allah Sublime ed Eccelso. È stato chiamato così perché è l’unico versetto del Libro di Allah in cui è stato menzionato il Trono, e ha un grande significato. È stato autenticamente riportato dall’Inviato di Alla, pace e benedizioni su di lui, che è il versetto supremo del Libro di Allah. Sull’autorità di Ubayy ibn Ka’b, se ne compiaccia Allah, è stato riportato che l’Inviato di Allah, pace e benedizioni su di lui, ebbe a dire: “O Abu al-Mundhir, sai forse qual è il versetto supremo del Libro di Allah che hai con te?”. Rispose: “Allah e il Suo Inviato ne sanno di più”. Disse: “Abu al-Mundhir, sai forse qual è il versetto supremo del Libro di Allah che hai con te?”. Rispose: “Allah, non vi è divinità eccetto Lui, il Vivente, l’Esistente di per Sé”. Poi mi diede un colpo al petto e disse: “Per Allah, che la conoscenza ti sia di conforto, o Abu al-Mundhir”. Lo ha trasmesso Muslim. In una versione trasmessa da Ahmad e autenticata da al-Albani troviamo: “Per Colui nella Cui Mano è la mia anima, ha una lingua e due labbra che santificano il Re ai piedi del Trono”.

Fratelli e Sorelle nell’Islam, il merito di recitare l’Ayat al-Kursi non si riduce al proteggere il servo di Allah dai mali e dai demoni dei jinn e degli esseri umani. Piuttosto, Allah ha reso la sua costante recitazione un mezzo per entrare in Paradiso. Sull’autorità di Abu Umamah, se ne compiaccia Allah, è stato tramandato che l’Inviato di Allah, pace e benedizioni su di lui, ebbe a dire: “Chiunque reciti Ayat al-Kursi al termine di ogni preghiera prescritta, nulla gli impedirà di entrare in Paradiso tranne la morte”. Lo ha trasmesso al-Nasa’i. Tra le altre virtù di Ayat al-Kursi abbiamo che racchiude il nome supremo di Allah, alla cui invocazione Egli risponde.

O Allah, proteggici come proteggi i Tuoi giusti servi e salvaci dal Tuo doloroso castigo. Amin.

Imam e Khatib dr. El Refaey El Shahat Abd Rabou Issa

Traduzione dall’arabo dr. Gabriele Tecchiato

Venerdì 13 giugno 2025

————————————————————————————–

“IL MERITO DEI PRIMI DIECI GIORNI DI DHU ‘L-HIJJA”

AL HAMDU LI ALLAHI RABBI AL ‘ALAMIN WA SALAT WA SALAM ‘ALA RUSULI ALLAHI AGMA’IN

Nel nome di Dio Clemente e Misericordioso, iniziamo la nostra khutba con l’auspicio che Iddio ci conceda la facoltà di apprendere e praticare i Suoi insegnamenti, insieme con gli insegnamenti del Profeta, pace e benedizioni su di lui.

O voi che credete, dice l’Altissimo: “E chi rispetta i sacri rituali di Dio sa che ciò scaturisce dal timore del cuore” (al-Hajj, 32).

Fratelli e Sorelle nell’Islam, eccoci alle porte dell’ultimo mese dell’anno e in questi giorni accogliamo l’ultima stagione delle buone azioni dandole il benvenuto, stagione in cui le opere buone si moltiplicano, le porte della misericordia si aprono e gli errori vengono perdonati. In questo periodo Dio perdona coloro che cercano il perdono, accetta il pentimento dei credenti e risponde a coloro che glielo chiedono. Sono giorni virtuosi e tempi benedetti, quindi apprezzateli e magnificate i rituali di Dio durante tali giorni. Onorarli significa onorare Dio: “E chi rispetta i sacri rituali di Dio sa che ciò scaturisce dal timore del cuore” (al-Hajj, 32). Ha detto l’Altissimo: “Per l’alba e per le dieci notti, per il pari e per il dispari” (al-Fajr, 1-3). Ibn Kathir, che Dio abbia misericordia di lui, disse: “Le dieci notti cui si fa riferimento sono i dieci giorni di Dhu ‘l-Hijja”. Dio Onnipotente ha detto: “E menzionino il nome di Dio nei giorni stabiliti, sull’animale del gregge che Egli ha loro concesso” (al-Hajj, 28). Ibn ‘Abbas, che Dio sia soddisfatto di lui, disse: “I giorni numerati sono i giorni del Tashriq, e i giorni riconosciuti sono i dieci giorni”.

Fratelli e Sorelle nell’Islam, è auspicabile incrementare le buone azioni durante questi dieci giorni. Si raccomanda di digiunare nel giorno di ‘Arafa, basandosi su quanto trasmesso sull’autorità di Abu Qatada, che Dio sia soddisfatto di lui, secondo il quale il Profeta, pace e benedizioni su di lui, ebbe a dire: “Digiunando nel giorno di Arafa’, spero che Dio espierà i peccati dell’anno precedente e dell’anno successivo”. Lo ha trasmesso Muslim. Ci sono buone azioni che sono portatrici di benefici che vanno oltre ogni pensiero: dare da mangiare ai poveri, visitare i malati, partecipare ai funerali e altre simili. Sull’autorità di Abdullah ibn Salam, che Dio sia soddisfatto di lui, l’Inviato di Dio, pace e benedizioni su di lui, ebbe a dire: “O uomini, diffondete la pace, nutrite le persone, mantenete i legami familiari e vegliate in preghiera mentre le persone dormono, ed entrerete in Paradiso in pace”. Tra le azioni giuste compiute durante questi dieci giorni c’è quella di avvicinarsi a Dio sacrificando un animale, poiché è questo uno dei riti più grandi. Dice l’Altissimo: “E per ogni comunità abbiamo stabilito dei riti, affinché possano menzionare il Nome di Dio sul capo di bestiame che Egli ha loro concesso.Il vostro Dio è un Dio unico, sottomettetevi a Lui. E annunciate la buona novella ai pii” (al-Hajj, 34).

Chiunque intenda offrire un sacrificio dovrebbe astenersi dal tagliarsi i capelli, le unghie o i peli dall’inizio dei primi dieci giorni di Dhu ‘l-Hijja fino a quando non esegue il sacrificio. Umm Salamah, che Dio sia soddisfatto di lei, riferì che il Profeta, pace e benedizioni su di lui, ebbe a dire: “Quando vedete la luna crescente di Dhu ‘l-Hijja e uno di voi intende offrire un sacrificio, che si astenga dal tagliarsi i capelli e le unghie”. Lo ha trasmesso Muslim.

O Dio, concedici il successo in tutto ciò che è bene e allontana da noi tutto ciò che è male, perché Tu sei sovra ogni cosa Onnipotente.

Imam e Khatib dr. El Refaey El Shahat Abd Rabou Issa

Traduzione dall’arabo dr. Gabriele Tecchiato

Venerdì 23 maggio 2025

———————————————————————————–

“L’ONESTÀ NELLA COMPRAVENDITA”

AL HAMDU LI ALLAHI RABBI AL ‘ALAMIN WA SALAT WA SALAM ‘ALA RUSULI ALLAHI AGMA’IN

Nel nome di Dio Clemente e Misericordioso, iniziamo la nostra khutba con l’auspicio che Iddio ci conceda la facoltà di apprendere e praticare i Suoi insegnamenti, insieme con gli insegnamenti del Profeta, pace e benedizioni su di lui.

O voi che credete, dice l’Altissimo: “O voi che credete, abbiate timore di Dio e siate con i veritieri” (al-Tawba, 119).

Fratelli e Sorelle nell’Islam, le fonti giuridiche hanno ripetutamente affermato che la religione islamica è la religione della tolleranza in tutti i suoi dettagli e comportamenti. La nostra autentica religione, l’Islam, ci ha invitato a fare del bene e a stabilire la benevolenza in ogni cosa, dalla benevolenza verso Iddio l’Altissimo, alla benevolenza e gentilezza verso ogni Sua creatura, dagli esseri umani, agli uccelli, agli animali e a ciò che sta al di sotto di loro. Dio Onnipotente ha detto: “E qualunque cosa tu faccia di bene, in verità Dio la conosce” (al-Baqara, 215). Per quanto riguarda la tolleranza nella compravendita tra le persone, le autentiche prescrizioni islamiche hanno elogiato chiunque sia tollerante nell’acquisto, nella vendita e nell’acquisire quel che occorre. Spesso si tratta di questioni finanziarie che stanno a cuore all’uomo e che portano rapidamente a disaccordi. La tolleranza nella compravendita significa che sia il venditore che l’acquirente devono essere tolleranti e gentili durante la vendita e che nessuno dei due deve essere rigido con l’altro nella contrattazione del prezzo o discuterne troppo. Dovrebbero piuttosto essere tolleranti, in modo che l’acquirente non privi il venditore dei suoi diritti, pretendendo che il prezzo venga abbassato oltre le sue capacità, o insistendo su qualcosa che potrebbe danneggiarlo. Allo stesso modo, il venditore non dovrebbe danneggiare l’acquirente esagerando il prezzo o con comportamenti simili, perché ciò potrebbe indurlo a subire uno sfruttamento. La conclusione è che i loro rapporti dovrebbero essere improntati alla tolleranza e alla gentilezza.

Fratelli e Sorelle nell’Islam, l’onestà e la tolleranza nella compravendita sono argomenti che sono stati menzionati nell’invito dei Profeti e dei Messaggeri, che vi hanno prestato grande attenzione, come ha detto l’Altissimo: “O popolo mio, date piena misura e peso alla giustizia e non private le persone di ciò che è loro dovuto e non commettete abusi sulla terra, diffondendo la corruzione” (Hud, 85). Tra le buone prassi di questa transazione, a causa della sua importanza, per chiarirne le disposizioni e gestirne i movimenti con credibilità, trasparenza, facilità e semplicità, annoveriamo quanto segue, così pure per aggiungere benedizione a questo commercio redditizio e a questa transazione: l’hadith di Hakim ibn Hizam, se ne compiaccia Iddio, il quale ebbe a riferiche che il Profeta, pace e benedizioni su di lui, ebbe a dire: “Le due parti di una transazione hanno la possibilità di annullarla finché non si sono separate [o ha detto: finché non si separano]. Se sono sincere e chiare, la loro transazione sarà benedetta. Ma se nascondono e mentono, la benedizione della loro transazione andrà persa”. Lo hanno trasmesso Bukhari e Muslim. Pertanto, Iddio l’Altissimo ha minacciato di punire con severità coloro che non aderiscono al Suo approccio di tolleranza con le persone nella compravendita e cercano di danneggiarle per raggiungere interessi personali. Egli, l’Onnipotente, dice: “Guai a coloro che danno meno del dovuto. Che, quando prendono con misura dalla gente, prendono in pieno, ma quando danno loro con misura o a peso, danno di meno. Non pensano forse che saranno resuscitati per un Giorno tremendo, il Giorno in cui l’umanità comparirà davanti al Signore dei mondi?” (al-Mutaffifin, 1-6).

O Dio, poni tra di noi misericordia e clemenza e provvedici sincerità nelle parole e nelle azioni. Amin.

Imam e Khatib: dr. El Refaey El Shahat Abd Rabou Issa

Traduzione dall’arabo: dr. Gabriele Tecchiato

Venerdì 25 aprile 2025

——————————————————————————————

“L’UMILTÀ FA PARTE DELLA MORALE DEI PROFETI”

AL HAMDU LI ALLAHI RABBI AL ‘ALAMIN WA SALAT WA SALAM ‘ALA RUSULI ALLAHI AGMA’IN

Nel nome di Dio Clemente e Misericordioso, iniziamo la nostra khutba con l’auspicio che Iddio ci conceda la facoltà di apprendere e praticare i Suoi insegnamenti, insieme con gli insegnamenti del Profeta, pace e benedizioni su di lui.

O voi che credete, dice l’Altissimo: “E i servi del Misericordioso sono coloro che camminano sulla terra con umiltà, e quando gli ignoranti si rivolgono a loro, dicono: ‘Pace’” (al-Furqan, 63).

Fratelli e Sorelle nell’Islam, l’Islam invita al più alto livello di morale e ne ha fatto un metodo e una via per il musulmano nei momenti di agio come in quelli di difficoltà. L’umiltà è una lodevole componente del carattere e un suo sano aspetto. L’umiltà è una caratteristica propria delle persone onorevoli ed è, per i pii servitori di Dio, una componente della buona morale, una meritevole espressione del carattere degna di lode e conduce verso Iddio, Sublime ed Eccelso. Per suo tramite il servo di Dio, dopo aver ottenuto il Suo compiacimento, riceve anche il compiacimento degli altri esseri umani. Iddio ci ha quindi comandato di agire di conseguenza e ci ha messo in guardia contro l’arroganza e la superbia. Rammentiamo le parole con cui, consigliandolo, Luqman si rivolse a suo figlio, secondo quanto riportato dalla parola di Dio l’Altissimo: “Non voltare la tua guancia davanti alle persone e non camminare sulla terra con arroganza. In vero Iddio non ama ogni arrogante vanaglorioso” (Luqman, 18). Ecco dunque quanto Iddio ha proibito, trattenendo i Suoi servi dall’arroganza, dall’orgoglio e dalla superbia, chiarendo loro che non avrebbero ottenuto, attraverso la loro arroganza e il loro orgoglio, qualcosa che gli altri non sarebbero poi riusciti a raggiungere. Iddio Sublime ed Eccelso ha detto: “E non camminare sulla terra con alterigia, in verità non potrai fendere la terra, né raggiungere le montagne in altezza” (al-Isra’ 37). Ci è stato tramandato sull’autorità di Anas bin Malik, se ne compiaccia Iddio, che l’Inviato di Dio, pace e benedizioni su di lui, ebbe a dire: “Beato colui che si umilia senza disprezzare se stesso, che spende i soldi che ha accumulato nella non disobbedienza, che ha pietà delle persone deboli e miserabili e che frequenta persone di dottrina e di saggezza”. Lo hanno trasmesso al-Baghawi e al-Tabarani.

Fratelli e Sorelle nell’Islam, l’umiltà non nega il prestigio del credente con il quale protegge il suo rango e preserva il suo onore, e felice è colui che unisce umiltà e prestigio, e che quindi non è arrogante di fronte alle persone e non perde il suo prestigio personale. Ci è stato trasmesso sull’autorità di ‘Iyad, se ne compiaccia Iddio, che l’Inviato di Dio, pace e benedizioni su di lui, ebbe a dire: ” Iddio mi ha rivelato che dovreste essere umili affinché nessuno sia orgoglioso di nessuno e nessuno opprima nessuno”. Lo ha trasmesso Muslim. L’umiltà è la caratteristica dei Profeti e degli Inviati di Dio, come Dio ben spiegò nel Suo Libro. E Dio la comandò al Suo Profeta, dicendogli: “È stato per la misericordia di Dio che sei stato gentile con loro, e se fossi stato duro di cuore, si sarebbero allontanati da te, quindi perdonali e chiedi perdono per loro e consultati con loro sulla questione” (Al ‘Imran, 159). Quindi Dio lodò il Suo Inviato, pace e benedizioni su di lui, dicendo: “E in verità d’immensa grandezza è [il tuo] carattere” (al-Qalam, 4).

O nostro Iddio, concedici la provvidenza di una buona morale e allontanane quanto v’è di cattivo. In verità Tu sei Colui Che molto dona.

Imam e Khatib dr. El Refaey El Shahat Abd Rabou Issa

————————————————————————————————–

“COMPORTAMENTO E CONDOTTA DEI MUSULMANI DOPO RAMADAN”

AL HAMDU LI ALLAHI RABBI AL ‘ALAMIN WA SALAT WA SALAM ‘ALA RUSULI ALLAHI AGMA’IN

Nel nome di Allah Clemente e Misericordioso, iniziamo la nostra khutba con l’auspicio che Iddio ci conceda la facoltà di apprendere e praticare i Suoi insegnamenti, insieme con gli insegnamenti del Profeta, pace e benedizioni su di lui.

O voi che credete, dice l’Altissimo: “In vero coloro che dicono: ‘Il nostro Signore è Iddio’ e poi si mantengono sulla retta via, scendono su di loro gli Angeli [dicendo]: ‘Non abbiate timore e non rattristatevi, gioite del Giardino di cui v’è stata fatta promessa’” (Fussilat, 30-31).

Fratelli e Sorelle nell’Islam, in verità Ramadan è il mese degli atti di devozione cultuale e di adorazione per avvicinarsi a Dio, è il mese del perdono dagli errori e dalle pecche, Ramadan è gustare la dolcezza degli atti di obbedienza verso Dio, quindi il permanere e il perseverare del musulmano, dopo Ramadan, nell’agire pio e devoto e il suo mantenersi sulla retta via, la via dell’obbedienza, è da ritenersi gesto e segno bene accolto presso il suo Signore, gloria a Lui, Egli è l’Altissimo. Proprio per questo Iddio, che è Verità, ha ordinato al Suo Inviato e ai credenti di mantenersi saldi sulla retta via dicendo, gloria a Lui: “Mantieniti retto come ti è stato ordinato, tu e coloro che con te han avuto fede. E non prevaricate, in verità Egli di quel che fate è Osservatore” (Hud, 112). Parimenti si rasserenano i loro cuori dal timore e dalla tristezza, dice l’Altissimo, gloria a Lui: “In vero coloro che dicono: ‘Il nostro Signore è Iddio’ e poi si mantengono sulla retta via, non vi sarà timore per loro né essi avranno da rattristarsi. Coloro sono i compagni del Giardino, in cui permarranno eternamente a compenso di quel che avranno fatto” (al-Ahqaf, 13-14). L’autentico musulmano è colui che Iddio Altissimo saldamente riconferma con salda parola nella vita terrena e nell’altra Vita. E colui di cui Iddio è soddisfatto Lo riconferma saldamente attraverso l’obbedienza e le opere pie dopo Ramadan. Dice Iddio Sublime ed Eccelso: “E chi desiderava potenza…ebbene Iddio possiede la potenza per intera: a Lui ascende la buona parola e l’opera pia l’eleva. E coloro che intrigano azioni malvagie avranno castigo tremendo. L’intrigo di coloro è fallimento” (Fatir, 10).

Fratelli e Sorelle nell’Islam, la perseveranza nell’obbedienza è la via del musulmano che ha contezza dei comandamenti di Dio e vi si adopera, ha contezza dei termini posti da Dio e vi conforma, ama l’obbedienza e di buon grado la pratica. È quindi opportuno per il musulmano fare di Ramadan una pagina nuova di pentimento e devozione, rimanendo costante nell’obbedienza, consapevole che Iddio vigila in ogni tempo e ora. Dopo Ramadan, si astenga dunque il musulmano dalle azioni malvagie e riprovevoli, ma adori Iddio obbediente, prolungando tutto l’anno le azioni compiute a Ramadan, azioni capaci di avvicinarlo al Signore. Ha detto Iddio, esaltata e sublime è la Sua maestà: “Compi la preghiera alle due estremità del giorno e all’entrare della notte. In vero le buone azioni fan svanire le malvagie. Questo è un monito per coloro che rammentano” (Hud, 114).

O nostro Iddio, siici di aiuto nel renderTi grazie, nel rammentarTi e nell’adorarti nel modo migliore.

Imam e Khatib dr. El Refaey El Shahat Abd Rabou Issa

Traduzione dall’arabo dr. Gabriele Tecchiato

Venerdì 28 marzo 2025

—————————————————————————————————

“LA NOTTE DEL NOBILE RANGO È MIGLIORE DI MILLE MESI”

AL HAMDU LI ALLAHI RABBI AL ‘ALAMIN WA SALAT WA SALAM ‘ALA RUSULI ALLAHI AGMA’IN

Nel nome di Allah Clemente e Misericordioso, iniziamo la nostra khutba con l’auspicio che Iddio ci conceda la facoltà di apprendere e praticare i Suoi insegnamenti, insieme con gli insegnamenti del Profeta, pace e benedizioni su di lui.

O voi che credete, dice Iddio l’Altissimo: “In vero l’abbiam fatto discendere nella Notte del Nobile Rango. E cosa ti farà intendere cosa sia la Notte del Nobile Rango? La Notte del Nobile Rango è migliore di mille mesi. Discendono gli Angeli e lo Spirito in essa col permesso del loro Signore per ogni questione. Sicurtà piena essa è, fino al sorgere dell’aurora” (al-Qadr, 1-5).

Fratelli e Sorelle nell’Islam, per vero la Notte del Nobile Rango, Laylat al-Qadr, è una munificenza del Signore, un divino atto di generosità, cui bramano le anime dei servi obbedienti e che attendono con impaziente fervore coloro che digiunano e vegliano in preghiera la notte. Essa è una fragranza di tra le fragranze del Misericordioso, un dono da parte del Signore di Verità, il Benefico, cui gareggiano in competizione coloro che vi anelano e in cui chiedono perdono quei che cercano perdono e in cui si pentono quei che si son macchiati di colpe. È negli ultimi dieci giorni di Ramadan che i musulmani si predispongono alla ricerca della Notte del Nobile Rango, per ottenerne grazie e benedizione e per rallegrarsi in questo periodo del perdono di Dio.

Dice Iddio l’Altissimo: “In vero l’abbiam fatto discendere nella Notte del Nobile Rango. E cosa ti farà intendere cosa sia la Notte del Nobile Rango? La Notte del Nobile Rango è migliore di mille mesi. Discendono gli Angeli e lo Spirito in essa col permesso del loro Signore per ogni questione. Sicurtà piena essa è, fino al sorgere dell’aurora” (al-Qadr, 1-5). Nella sua interpretazione esegetica, al-Qurtubi ci spiega che è la notte in cui gli Angeli discendono e toccano terra provenienti da ogni cielo e dal Loto del Termine, discendono a terra e prestano fede all’invocazione degli uomini, sino al tempo del sorgere dell’aurora. Dice l’Altissimo: “Ha, Mim. Per il Libro chiaro. Per vero lo abbiam fatto discendere in una notte benedetta e per vero fummo Ammonitori. In essa viene distinta ogni saggia questione, per ordine presso di Noi. Per vero Noi fummo a inviare misericordia dal tuo Signore. Per vero Egli è Onniudiente Onnisciente” (al-Dukhan, 1-6). Si afferma inoltre essere la notte in cui Iddio, gloria a Dio, decreta ogni questione dell’anno: chi morirà e chi nascerà, chi avrà successo e chi sarà umiliato e così pure le altre vicende dell’anno.

Fratelli e Sorelle nell’Islam, il nostro Profeta, il Prescelto, pace e benedizioni su di lui, ben si predisponeva per accogliere questa notte, molto prodigava i suoi sforzi nell’adorare il suo Signore, gloria a Lui, in queste notti, e sollecitava la sua famiglia a fare lo stesso. Ci è stato tramandato sull’autorità di ‘A’isha, la Madre dei Credenti, ne sia soddisfatto Iddio che il Profeta, pace e benedizioni su di lui, quando si entrava negli ultimi dieci di Ramadan stringeva la cintura a lavorar sodo, vivificava la notte e teneva sveglia la sua famiglia. Lo ha trasmesso al-Bukhari. Così pure egli, pace e benedizioni su di lui, sollecitava i credenti a fare lo stesso. Ci è stato tramandato sull’autorità di Abu Hurayra, ne sia soddisfatto Iddio, che quando era tempo di Ramadan l’Inviato di Dio, pace e benedizioni su di lui, diceva: “È giunto per voi il mese di Ramadan, un mese benedetto in cui Dio vi ha ingiunto di digiunare, in cui le porte del paradiso sono spalancate, le porte dell’inferno sono serrate e in cui i diavoli sono incatenati, in cui v’è una notte è migliore di mille mesi, e chi è privato del suo bene ne è ormai privato”.

O nostro Iddio, ponici in questo mese benedetto tra coloro il cui digiuno e la cui veglia sono bene accetti e concedici di raggiungere la Notte del Nobile Rango, o Tu che sei Clemente.

Imam e Khatib dr. El Refaey El Shahat Abd Rabou Issa

—————————————————————————–

“RAMADAN È IL MESE DEL CORANO”

AL HAMDU LI ALLAHI RABBI AL ‘ALAMIN WA SALAT WA SALAM ‘ALA RUSULI ALLAHI AGMA’IN

Nel nome di Allah Clemente e Misericordioso, iniziamo la nostra khutba con l’auspicio che Iddio ci conceda la facoltà di apprendere e praticare i Suoi insegnamenti, insieme con gli insegnamenti del Profeta, pace e benedizioni su di lui.

O voi che credete, dice l’Altissimo: “Per certo credenti son coloro che, quando viene menzionato Iddio, i lor cuori provan timore e, quando vengon loro recitati i Suoi segni, li accrescono in fede e nel loro Signore ripongon fiducia” (Cor., al-Anfal, 2).

Fratelli e Sorelle, il Corano è il conforto delle anime e la loro pietà, è l’alleviamento delle loro pene e delle loro doglianze, è la conversazione con l’anima circa i suoi segreti e le sue consolazioni. Il Corano è la primavera dei cuori fiorenti, il conforto dei grati moti dell’animo, è via che conduce a volti luminosi e un ricordevole monito dei dolori passati. Il Corano è la luce dei credenti e il sentiero dei giusti, è la guida di coloro che sono pienamente certi. Dice Iddio, Sublime ed Eccelso: “Iddio ha fatto discendere la migliore notizia: un Libro, conforme nelle sue singole parti e reiterazione, alla sua lettura si accapponano le pelli di coloro che temono il loro Signore. Si distendono poi le loro pelli e i loro cuori al ricordo di Dio. Tale è la guida di Dio, con cui dirige chi vuole e chi fa traviare Iddio non ha guida” (Cor., al-Zumar, 23). La Verità, gloria a Lui, riconferma poi la severa grandezza del Corano sui cuori dicendo: “Se mai avessimo fatto discendere questo Corano su di un monte, certo lo avresti visto umiliarsi e fendersi per timore di Dio. E son questi gli esempi che portiamo agli uomini a ché riflettano” (Cor., al-Hashr, 21). Ecco perché il Signore, gloria a Lui, si è impegnato a custodirlo e preservarlo, e dice: “Per vero Noi abbiamo fatto discendere il Monito e per vero Noi ne siamo i custodi” (Cor., al-Hijr, 9).

Fratelli e Sorelle credenti, imparare il Corano, recitarlo, metterlo in pratica e contemplarne i significati è un conforto per l’anima in questo mondo terreno e un’intercessione per essa nel Giorno in cui né ricchezza né progenie avranno valore. Pertanto, il nostro nobile Profeta, pace e benedizioni su di lui, ci ha esortato a perseverare nel vivere e nel mettere in pratica il Libro di Dio Sublime ed Eccelso. È stato tramandato sull’autorità di Abu Umama al-Bahili che l’Inviato di Dio, pace e benedizioni su di lui, ebbe a dire: “Recitate il Corano. In verità egli verrà il Giorno della Resurrezione come intercessore dei suoi compagni”. Lo ha trasmesso Muslim.

Fratelli e Sorelle credenti, la felicità e la tranquillità risiedono nell’onorare massimamente il Libro di Dio, nel recitarlo, nel farvi ritorno e nel seguirlo, e nell’essere ben indirizzati attraverso la sua guida. Nel mese di Ramadan, il digiuno e il Corano si uniscono, quindi il vero credente acquisisce piena consuetudine con due intercessioni: il Corano intercede per lui attraverso lo star ritto in preghiera la notte e il digiuno intercede per lui attraverso il digiunare. Ci è stato tramandato sull’autorità di ‘Abdallah ibn ‘Amr, ne sia soddisfatto Iddio, che l’Inviato di Dio, pace e benedizioni su di lui, ebbe a dire: “Il digiuno e il Corano saranno due intercessori per il servo di Dio il Giorno della Resurrezione. Dirà il digiuno: ‘O mio Signore, l’ho tenuto lontano dal cibo e dalle passioni durante il giorno, accetta la mia intercessione per lui’. E dirà il Corano: L’ho tenuto lontano dal sonno durante la notte, accetta la mia intercessione per lui’. E intercederanno”. Menzionato da al-Albani nel suo Sahih al-Jami’.

O nostro Iddio, fa’ che il Corano sia la primavera dei nostri cuori e la luce dei nostri occhi e il viatico delle nostre preoccupazioni e dolori.

Imam e Khatib dr. El Refaey El Shahat Abd Rabou Issa

Traduzione dall’arabo dr. Gabriele Tecchiato

—————————————————–

“MORALE E CONDOTTA DEI DIGIUNANTI”

AL HAMDU LI ALLAHI RABBI AL ‘ALAMIN WA SALAT WA SALAM ‘ALA RUSULI ALLAHI AGMA’IN

Nel nome di Allah Clemente e Misericordioso, iniziamo la nostra khutba con l’auspicio che Iddio ci conceda la facoltà di apprendere e praticare i Suoi insegnamenti, insieme con gli insegnamenti del Profeta, pace e benedizioni su di lui.

O voi che credete, dice l’Altissimo: “E ciò che farete di bene, lo saprà Iddio e fate provviste e per vero la migliore provvista è il timore di Dio, temete Iddio, o provvisti d’intelletto” (Cor., al-Baqara, 197).

Fratelli e Sorelle, l’Islam è una religione che si prende moltissima cura della morale e dà alla morale, degna d’onore, importanza a profusione e sollecitudine. La condotta e le azioni di un musulmano sono quindi il simbolo della sua religione e della sua fede, perché la morale è lo specchio attraverso il quale l’essere umano guarda la società che lo circonda, l’Islam sollecita quindi ad avere una morale onorevole, ed anzi le buone maniere fanno parte della perfezione della fede. Ci è stato tramandato sull’autorità di Abu Hurayra che l’Inviato di Dio, pace e benedizioni su di lui, ebbe a dire: “Il più perfetto dei credenti nella fede è il migliore di voi nelle buone maniere e i migliore di voi sono quelli che meglio si comportano con le loro mogli”. L’hanno trasmesso Abu Da’wud e al-Tirmidhi. L’invito che rivolgeva l’Inviato di Dio, pace e benedizioni su di lui, era basato sulla correzione della condotta e sulla diffusione della buona morale, com’è evidente nel suo hadith, pace e benedizioni su di lui: “Non sono stato inviato altro che per completare le migliori maniere”.

Pertanto, il mese di Ramadan è stato reso un’opportunità per educare se stessi alla morale virtuosa ed evitare la morale corrotta, e questo è già evidente di per sé nella realtà autentica del digiuno, che è digiunare astenendosi da tutto ciò che non è appropriato, facendo sì che a governare sia la morale del timor di Dio. Dice l’Altissimo: “O voi che credete, vi è stato prescritto il digiuno come fu prescritto a quanti furono prima di voi, forse diverrete timorati” (Cor., al-Baqara, 183), e questo è quanto ha anche chiarito l’Inviato, pace e benedizioni su di lui, dicendo: “Il digiuno è scudo e quando uno di voi sta digiunando, non si comporti in modo osceno o sciocco e se qualcuno discute con voi o vi insulta, si dica: ‘Sto digiunando’”. L’ha trasmesso al-Bukhari. Il digiuno è uno scudo, il che significa protezione e fortezza dalla disobbedienza e dai peccati in questo mondo e dal fuoco dell’inferno nell’aldilà. Quindi l’Inviato di Dio, pace e benedizioni su di lui, proibì alla persona che digiunava l’oscenità, che è oscenità nel parlare, e allo stesso modo gli proibì il clamore, che è fatto di grida e litigi. E se qualcuno offende o disputa, gli si dica con la lingua: “Sto digiunando”, così da fermare l’avversario o far sì che questi, percependo i moti del cuore, si fermi da sé. Questa proibizione occorre a confermare lo stato di digiuno e a fermare anche il non digiunante. L’Islam desidera infatti che il musulmano abbia buoni costumi e si contraddistingua per la decenza e l’onorevolezza nei rapporti sociali.

Ritornando alle parole dell’Inviato di Dio, pace e benedizioni su di lui, tramandateci sull’autorità di Abu Hurayra: “Il più perfetto dei credenti nella fede è il migliore di voi nelle buone maniere e i migliori di voi sono quelli che meglio si comportano con le loro mogli”, ebbene in questo hadith troviamo pienamente ciò a cui l’Islam ci esorta. L’Islam ci esorta infatti a comportarci bene, a elevare il proprio status e a mostrare attraverso la buona condotta la grandezza dell’Islam, siamo inoltre sollecitati a trattare con gentilezza ed equità a partire proprio dalla nostra famiglia. È quindi doveroso migliorare la propria morale e la propria condotta per servire Iddio Sublime ed Eccelso, sentendoci soddisfatti del Decreto di Dio e del Suo Giudizio, con paziente sopportazione nei tempi di calamità, e ringraziando Iddio per le Sue benedizioni, mostrando le migliori maniere con le persone, astenendosi dal far loro del male, essendo gentili con loro, e mostrando loro benevolenza e buone azioni. La perfezione della fede richiede difatti buone maniere e gentilezza verso tutte le persone.

Oh nostro Iddio, migliora la nostra morale e accetta il nostro digiuno e le nostre preghiere.

Imam e Khatib dr. El Refaey El Shahat Abd Rabou Issa

Traduzione dall’arabo dr. Gabriele Tecchiato

………………………………………………………………………………………………………………….

“ACCOGLIERE IL MESE BENEDETTO DI RAMADAN”

AL HAMDU LI ALLAHI RABBI AL ‘ALAMIN WA SALAT WA SALAM ‘ALA RUSULI ALLAHI AGMA’IN

Nel nome di Dio Clemente e Misericordioso, iniziamo la nostra khutba con l’auspicio che Iddio ci conceda la facoltà di apprendere e praticare i Suoi insegnamenti, insieme con gli insegnamenti del Profeta, pace e benedizioni su di lui.

O voi che credete, dice l’Altissimo: “O voi che credete, vi fu prescritto il digiuno come fu prescritto a quanti furono prima di voi, forse diverrete timorati” (al-Baqara, 183).

Fratelli e Sorelle nell’Islam, Iddio Generosissimo ha concesso ai Suoi servi un mese munifico in cui il musulmano si accresce in obbedienza, un mese in cui il servo trionfa sulla sua lussuria e sul suo diavolo, un mese di traboccante misericordia. Ecco che il mese di Sha’ban passa e si chiude e il mese sacro di Ramadan si è avvicinato a noi, accogliamolo quindi appropriatamente, glorificando Iddio, con riverenza e determinazione, pronti a obbedire e adorare. Per quanto tempo i servi l’hanno desiderato e i timorati l’hanno bramato, per quanto tempo l’hanno atteso con ardente amore e le loro anime ne sono rimaste toccate nelle sue notti e nelle sue albe, quanti segreti misteri han trovato nelle sue albe e quanto in questo mese han percepito la vicinanza a Lui, a Dio, al Soggiogatore, e quanto han gustato in lui la dolcezza della fede e del vivere e vivificare il glorioso Corano ascoltandolo e recitandolo. E certo è tra le grazie che Iddio ci ha concesso benedirci con questo periodo in cui mondare e purificare le anime, purificandole dai peccati e dai misfatti, dice, gloria a Lui: “O voi che credete, vi fu prescritto il digiuno come fu prescritto a quanti furono prima di voi, forse diverrete timorati” (al-Baqara, 183), ed è il mese del Corano, dice l’Altissimo: “Il mese di Ramadan, in cui fu fatto discendere il Corano a retta guida per gli uomini e chiare prove della retta guida e del discrimine [tra bene e male]. E chiunque tra voi ha conoscenza del mese digiuni e chi è stato malato o in viaggio assolva altrettanti giorni. Iddio vuole per voi la facilitazione e non vuole per voi la difficoltà, affinché perfezioniate il numero di giorni e proclamiate la grandezza di Dio per ciò che vi ha dato a retta guida. Forse sarete riconoscenti” (al-Baqara, 185). Quante sono in questo mese le piacevoli dolcezze e le misericordie, di cui si priva solo colui che ha reso la sua anima interdetta.

Ci tramandano i due Sahih che il Profeta, pace e benedizioni su di lui, ebbe a dire: “Quando entra il mese di Ramadan, vengono spalancate le porte del Paradiso e serrate le porte dell’inferno e son messi in catene i diavoli”, i due Sahih riportano anche che il Profeta, pace e benedizioni su di lui, ebbe a dire: “Chi digiuna a Ramadan con fede e contrizione, gli saranno perdonati i peccati precedenti e chi veglia la notte di Laylat al-Qadr con fede e contrizione, gli saranno perdonati i peccati precedenti”.

Non è dunque la cosa migliore che ad accogliere questo mese di Ramadan sia il pentimento e il mondare e purificare l’anima avvicinandosi alla Verità, gloria a Lui? Certo il fine ultimo del digiuno non è il patire la fame, la sua saggezza ultima sta solamente nel soggiogare l’anima contrastandone le passioni, sottraendola alle sue abituali consuetudini e purificandola, ricordando la condizione dei bisognosi e dei poveri. Nel digiuno v’è per l’anima una lotta e una beatitudine dello spirito, e la compassione per i poveri, e il trionfo dell’essere umano, che Iddio ha onorato.

O nostro Iddio, sostenta il nostro Ramadan con il digiuno di giorno e con la veglia di notte e con la recitazione del Tuo nobile Libro.

Imam e Khatib dr. El Refaey El Shahat Abd Rabou Issa

Traduzione dall’arabo dr. Gabriele Tecchiato